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Capodanno in spagna
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- Pubblicato: 06/02/2010
L'ultimo capodanno l'ho trascorso in Spagna a Barcellona con degli amici, eravamo in cinque e abbiamo affittato un appartamento in centro.
Qualche giorno prima del 31 siamo usciti per andare a cenare fuori, poi ci siamo fermati in un pub a bere.
Appena entrati nel locale noto un ragazzo seduto da solo ad un tavolo, un ragazzo splendido, col tipico fascino spagnolo; aveva capelli lunghi e mossi, occhi scuri e un viso dolcissimo. Avevo pensato che stesse aspettando qualcuno, ma dopo quasi un'ora che io e i miei amici eravamo lì dentro, nessuno era arrivato per fargli compagnia. Durante questo tempo non ero riuscito a staccargli gli occhi di dosso, il suo volto mi aveva rapito, in più aveva quest'aria seria e un pò triste che lo rendeva ancora più bello.
I miei amici nel frattempo si erano messi a chiacchierare con un gruppo di ragazze, anche loro italiane in vacanza. Mentre loro cercavano di rimorchiare le ragazze, il mio sguardo era sempre più fisso su quel ragazzo misterioso che continuava a sorseggiare il suo drink, ad un certo punto lui guardò verso di me e quando vide che lo stavo guardando si rigirò immediatamente. Colsi quell'attimo come un pretesto per andare da lui, mi avvicinai al suo tavolo e grazie al mio spagnolo abbastanza buono, gli parlai.
"Ciao" dissi, lui mi guardò "Ciao" rispose serio.
"Scusa per prima, non volevo fissarti"
"Non ti preoccupare" disse lui "Siediti se vuoi" continuò indicandomi la sedia di fronte a lui. Mi sedetti contento e mi presentai.
"Io sono Manuel, piacere!"
"Io sono Pedro, piacere mio!"
E iniziammo a chiacchierare, mi raccontò che qualche giorno prima aveva scoperto il suo ragazzo con un altro e quindi lo aveva lasciato. Cercai di tirarlo su come meglio potevo. Rimanemmo a chiacchierare per un pò, i miei amici vennero verso di me per dirmi che volevano portare le ragazze all'appartamento, dissi loro che io sarei rimasto fuori ancora un pò e loro se ne andarono.
Pedro mi chiese di riaccompagnarlo a casa e accettai.
Dopo aver camminato una decina di minuti, mi disse che era arrivato.
Parlando nel pub mi aveva detto che viveva solo, pensai che fosse impossibile ricevere un qualche invito a salire da lui, ma mi sorprese.
"Vuoi venire su un attimo? Ti offro qualcosa"
"Volentieri, grazie" e salimmo in casa sua.
L'appartamento era piccolo ma carino, Pedro prese due birre dal frigo e insieme ci sedemmo sul divano.
Non riuscivo a staccargli gli occhi di dosso, lo trovavo sempre più bello, i suoi capelli lunghi ricadevano sulle sue guance coprendogli un pò il viso.
Si girò e vide che lo guardavo, appoggiò la birra sul tavolino e mi baciò, lo abbracciai e ricambiai il suo bacio. Affondavo le mani nei suoi capelli e lo accarezzavo, la mia lingua giocava freneticamente con la sua togliendoci quasi il respiro.
Gli slacciai la cerniera della felpa e infilai le mani sotto, sentivo il suo calore, la sua voglia di me, lui si tolse la felpa e rimase in maglietta, io feci altrettanto. Sentivo le sue mani su di me che mi toccavano ogni punto del petto, della schiena, del collo. Mi tolsi la maglietta, poi la tolsi a lui, ci abbracciammo stretti per sentire i nostri corpi caldi e ci stendemmo uno a fianco all'altro. Ci togliemmo i pantaloni, adesso riuscivo a sentire tutto il suo corpo nudo attaccato al mio, ero già eccitatissimo e anche lui.
Sussultai quando la sua mano entrò nei miei slip afferrandomelo, il movimento della sua mano mi fece subito ansimare, volevo fare lo stesso con lui ma si spostò per mettersi sopra di me. La sua bocca incontrò la mia cappella, la sua lingua me la lucidò per bene prima di abbassare le labbra aperte intorno al mio pene e succhiarlo. Avrei voluto guardare i suoi movimenti, la sua testa che si abbassava sul mio pisello, ma godevo talmente tanto che non potevo fare a meno di reclinare la testa all'indietro e gemere forte.
Gli dissi di sedersi e mi misi sopra di lui, il mio pene duro strofinava contro il suo, mi abbassai sul suo e lo presi tra le labbra. Lo tenni dentro muovendo solo la lingua intorno alla cappella, poi leccai tra le palle e lungo l'asta, Pedro godeva e mi teneva le mani ai lati del viso.
Si girò sul divano e leccai anche il suo buco, lo penetrai con le dita bagnate di saliva, poi spinsi il pisello dentro di lui finchè non sentii le palle premere contro il suo corpo. Spingevo dentro di lui tenendolo sui fianchi, sentivo il mio pene avvolto dal suo corpo, le sue mani spostate all'indietro sulle mie e la sua voce che gridava sempre di più.
"Vienimi addosso" mi chiese, lo tolsi e lui si girò, mi prese il pisello e si fece venire sul petto, era bellissimo, ricoperto dal mio sperma caldo che gli colava addosso.
Adesso volevo essere penetrato io, volevo Pedro dentro di me, sentirlo tutto.
Mi leccò a lungo prima di infilarmelo dentro. Non avevo mai goduto così tanto, il suo pene usciva lentamente per poi rientrare più forte, andava avanti così per un pò, poi tenendomi per le spalle mi dava delle spinte più veloci. Mi chiese dove volevo che venisse, volli fare come lui e gli chiesi di venirmi addosso come avevo fatto io con lui, mi girai e i suoi getti mi ricoprirono il petto.
Facemmo la doccia insieme a casa sua, poi rimasi da lui tutta la notte.
Nei giorni seguenti ci incontrammo altre volte sempre a casa sua, poi prima della mia partenza ci scambiammo il numero e adesso aspetto con ansia la prossima volta in cui rivedrò il mio Pedro...
