Prove e sottomissioni
- Autore: LadyServa
- Categoria: Dominazione
- Capitoli: 1
- Letto 4862 volte
- Voti: 18
- Pubblicato: 06/02/2010
Siedo di fronte a lui, con la palla in bocca e una benda sugli occhi, so che mi sta guardando, le mie braccia sono legate dietro la mia schiena con una corda, le mie caviglie sono legate alle gambe della sedia.
Mi lascia così a lungo, vuole mettermi alla prova ed io devo dimostrare ancora una volta al mio padrone di essere degna di potergli fare da schiava.
Il mio padrone vuole solo schiave giovani e non ancora avviate nel mondo del sesso, così può formarle a suo piacimento ed insegnare loro ad essere servili e remissive come devono.
Io ho 19 anni e ho deciso di servire il mio padrone, so di essere la più giovane delle sue schiave e quindi la sua preferita.
Oggi ho una gonnellina corta e una camicetta che lui ha già sbottonato scoprendo le mie grosse tette sode senza reggiseno.
Il mio padrone mi guarda, è davanti a me, si avvicina, mi toglie la palla dalla bocca, la saliva cola.
"Apri" è il suo ordine. Apro la bocca più che posso e lascio che il suo cazzo mi penetri in profondità, che mi tocchi in fondo alla gola. Lo sento uscire del tutto per poi rientrare e rimanere fermo a riempirmi la bocca.
Ora si muove più velocemente, vuole sfondarmi la gola, scoparmela finchè gli va, finchè non mi riempie con la sua sborra calda. Piego la testa in su per non farla colare e ingoiarla bene, apro la bocca per mostrargli che l'ho mandata tutta giù da brava. Mi rinfila il cazzo in bocca per farselo pulire, adesso a differenza di prima devo usare le labbra e la lingua per pulirlo.
Il padrone prende le forbici, mi sposta la gonna e mi taglia via le mutandine fradice, poi le appallottola e me le ficca in bocca.
Adesso mi slega e mi toglie la camicetta "Sul letto svelta!" mi ordina spingendomi, sono ancora bendata e non vedo bene, le mie gambe sbattono sul bordo del letto, mi ci sdraio sopra e attendo altri ordini.
"Tira su le gambe". Mi lega un'asta tra le ginocchia, vuole tenermi bene aperta e guardare la mia fighetta liscia, pronta per lui.
Il capezzolo destro viene invaso da un dolore tagliente, è la prima molletta, poi è la volta di quello destro. Il padrone mi toglie la benda dagli occhi vuole che veda mentre mi mette le altre mollette. Quattro sulle grandi labbra, due per lato e una sul clitoride; non bastano ne prende altre quattro e le mette ai lati dei capezzoli.
Sento che stringono sulla figa, gli umori mi colano tra un misto di dolore e piacere, poi arriva il vibratore. Il padrone lo appoggia sulla mia fessura e lo spinge dentro, poi lo accende.
I miei gemiti vengono soffocati dagli slip che ho in bocca, il vibratore è grosso, mi spacca, le mollette stringono e proprio quando sto per venire il mio padrone spegne il vibratore e lo toglie, rimuove le mollette che ho sulla figa ma lascia quelle alle tette, mi toglie l'asta che ho tra le ginocchia e mi benda di nuovo.
A pecora sul letto attendo che il mio padrone usi il mio culo come meglio crede. Inarco la schiena verso il basso per offrirglielo meglio.
Una, due, tre, dieci, venti frustate percuotono le mie natiche facendole diventare rosso fuoco, altre dieci, il bruciore mi pervade, godo.
Adesso sono pronta e degna di ricevere il cazzo del padrone nel culo, non a tutte è concesso questo privilegio, ma a me sì.
Il pesante membro di carne del padrone mi pompa nel culo, sempre di più, vacillo sotto le sue spinte, le mie tette sobbalzano, le mollette tirano.
Il padrone afferra i miei capelli e mi tira la testa indietro, l'altra mano la usa per sculacciarmi, adesso mi afferra le spalle, spinge di più, sempre più forte, godo, sono la sua schiava, mi usa, mi incula sempre più forte, sempre di più, la sborra cola nel mio culo pieno, ancora qualche spinta.
"Puliscilo!" Mi ritrovo il suo cazzo in bocca, lecco l'asta, le palle, pulisco la cappella, la succhio, escono ancora delle gocce, le ingoio e godo, ne vorrei ancora, ma il padrone decide che per oggi ne ho avuta abbastanza, mi sposta la testa, si riveste e se ne va.
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