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Esperienza inaspettata

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  • Pubblicato: 06/02/2010
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Non avrei mai immaginato che quella giornata mi avrebbe riservato qualcosa di così eccezionale...
Come tutti i giorni stavo tornando in treno dall' università; squilla il cellulare, era il mio amico Marco che mi avvisa che quel giorno non avrebbe potuto aspettarmi alla stazione come al solito, ma al suo posto mi avrebbe aspettato la sua coinquilina.

Arrivato alla stazione mi chiedo come avrei fatto a riconoscere questa ragazza, dato che non l'avevo mai vista, quando mi si avvicina una ragazza sorridente che mi chiede "Sei tu Lorenzo?", "Sì" rispondo io. "Io sono Marika, l'amica di Nico, andiamo?" e mi indica una Renault 4 vecchissima.
"E' un rudere lo so, era di mio nonno, ma ancora cammina" mi dice lei. Io sorrido e salgo in macchina.

Appena saliti noto le curve di Marika...ha un bellissimo corpo, lunghi capelli biondi e belle labbra piene. I suoi fianchi sono accentuati da un bel vestitino leggero e un poco aderente; ma la cosa che mi colpisce di più sono i suoi piedini avvolti in sandaletti neri.
Prima di allora non mi ero mai soffermato sui piedi femminili, ma quelli di Marika erano a dir poco perfetti...piccoli, rosei, pelle liscissima, con dita regolari e unghie perfettamente curate decorate con uno smalto bianco perlato. E quei sandaletti che coprivano appena quelle due piccole meraviglie con tre laccetti sottili, uno alla base delle dita, uno alla base del piede e uno, con una fibbietta lucente, sulla caviglia e per concludere, un bel tacco alto e sottile.

Marika gira la chiave ma qualcosa non va e l'auto non ne vuole sapere di partire. "Eccola che ricomincia" si lamenta, poi rivolta a me dice "Non preoccuparti ora parte". Mi metto ad osservarla con discrezione e subito l'occhio ritorna sui suoi piedini, in particolare su quello che preme l'acceleratore che inizia a muoversi ritmicamente, su e giù, facendo perno sulla caviglia con un movimento che mi colpisce particolarmente.
Marika muove il suo piedino pompando sul pedale e tentando invano di mettere in moto. E mentre continuo ad osservare il piedino, scopro di essere un pò eccitato; ma non è solo quello, è tutta la situazione.
Marika è un pò imbarazzata, sa che deve accompagnarmi ma l'auto non parte, inoltre noto che si è fatta seria, probabilmente deve essere la solita frustrazione che si prova quando la propria automobile non parte.
Tutti questi elementi fanno crescere in me l'eccitazione e non posso fare a meno di continuare a guardare il piedino di Marika che continua a pompare...
"E dai, parti!" diceva lei, mentre io che vorrei prolungare questi momenti, mi ritrovo a sperare il contrario e che quel bel piedino continui a muoversi con quel ritmo il più a lungo possibile.
All' ennesimo inutile tentativo Marika dice "Ok, ho capito cosa ci vuole".
Gira la chiave ma senza muoversi, solo dopo qualche istante effettua una leggera pressione sul pedale, rigira la chiave, attende altri istanti e di nuovo preme piano sul pedale; il motore si lamenta ad ogni pompata ma Marika sembra convinta di quello che fa e ripete queste leggere pressioni per quasi un minuto. Poi aumenta la profondità delle pompate sul pedale effettuandole più spesso. Io sono sempre più eccitato, vorrei andare a baciare quel piedino affaticato che continua a muoversi ritmicamente, ma non oso.
Dopo un altro minuto il motore (purtroppo) parte e Marika dice "Scusa per l'inconveniente" e sorride non sapendo che in realtà mi ha appena regalato qualcosa di magico.
Spero di rivedere Marika altre volte e di fare qualche giro in macchina

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