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"Falce e Martello (parte 1)"

Il contenuto di questo racconto è adatto ad un pubblico di soli maggiorenni, se non rientri in tale categoria sei pregato di chiudere questa finestra.

Categoria:  Gay
Autore:  Il Gotico

Gary aveva fumato la ventesima sigaretta. Solo nella cucina,sentiva il solito insopportabile boato di via Toledo.
Era nudo. Il suo corpo sottile e aggraziato si confaceva perfettamente alla categoria che gli avevano appioppato… Emo.
Capelli corti neri,con una frangetta sugli occhi, piercing sui capezzoli e uno sulle labbra, sguardo azzurro da bambino viziato…

Gary si guardò intorno, poi con un gesto automatico, si passo la mano sul corpo privo di peli, nessuno gli avrebbe mai dato 22 anni. Si strizzò il capezzolo mentre l’altra mano arrivò fino al cazzo, piccolo e duro. Incominciò a masturbarsi…così per noia. Non pensava a niente, non sentiva niente… era una cosa puramente automatica.
La serratura della porta girò tre volte. Si aprì. Si richiuse.
Passi pesanti attraversarono il corridoio, passi che il giovane Emo conosceva bene. Nella stanza si materializzò una figura di media statura, robusta. Gary voltò il viso verso la figura e dalle sue labbra rosee fuoriuscirono due parole “ciao amore.” Per tutta risposta la figura si avvicinò al ragazzo e calandosi lo baciò. Le loro lingue si strinsero in una dolce danza passionale. L’Emo accarezzava la nuca del compagno, mentre questi gli strizzava il capezzolo. Poi andò subito al sodo, mettendo la mano tra le cosce di Gary, che si staccò dall’ardente abbraccio per esibire un dolce sorriso “Che diavolo!Sei appena arrivato e già parti all’attacco! Sei solo un porco comunista!” disse dolcemente l’Emo. Il comunista sorrise maliziosamente da sotto il berretto, sul quale svettava orgogliosamente una stella rossa. Se lo tolse, rivelando capelli corti e scarmigliati di un castano chiaro, il viso asciutto e uno sguardo vivace di profondi occhi neri. “come se non ti piacesse.” disse stringendo il capezzolo dell’Emo, il quale per gioco fece la faccia offesa. “Guarda che io sono un delicato signorino… non un becero comunista arrapato!” allungò la mano infilandola nei pantaloni del ragazzo, stringendogli poderosamente il cazzo. Poi lo guardò maliziosamente, inumidendosi le labbra “ E poi tu vai sempre di fretta… Tiziano.” Disse quasi piagnucolando, ma Tiziano rispose subito, “Sai che per certe cose… vado molto lentamente.”
La voce sensuale del rosso si spense in un nuovo abbraccio di lingue. Gary sbottonò e calò il pantalone del compagno, incominciando a masturbarlo, cercando di mantenere il ritmo con il quale si muovevano le loro lingue. Dopo qualche minuto di questo rituale il cazzo del rosso, spruzzò il suo ardente contenuto sul corpo dell’Emo . “Già perdi le forze? Che razza di guerrigliero sei?” domandò con tono languido, senza attendere risposta prese in bocca il membro, cominciando a colpirlo con la lingua, mentre Tiziano poggiò la mano sul capo dell’amante, ancheggiando in avanti e indietro per accompagnare il movimento della bocca dell’Emo. Ben presto la stanza si riempì dei rantoli di piacere di Tiziano, il quale aveva i profondi occhi neri immersi in quelli azzurri di Gary. Dopo una decina di minuti, il cazzo del rosso esplose nuovamente. Il liquido caldo inondò la gola del giovane Emo che ingoiò di botto staccando la bocca dal membro. “Tutto qui?” chiese con voce maliziosa e provocatori, ma Tiziano lo guardò con un lampo animalesco negli occhi “Continuiamo!”.
Gary si stese sul tavolo e Tiziano,dopo essersi messo un preservativo, ne prese le gambe posandosele sulle spalle mentre lo penetrava. Il giovane Emo emise un grido di piacere, mentre il cazzo del suo amante acquistava velocità e forza. Il rosso mise le braccia sul tavolo, come appoggio per dare più impeto alla sua foga “Come un martello!Sì!Come un martello!!”gridava Gary alternando gli spasmi di piaceri a rantoli di godimento. Poi però aprì gli occhi e osservò Tiziano, aveva gli occhi chiusi e digrignava i denti…ma in una smorfia di dolore. Continuarono per una buona mezz’ora, poi Tiziano si afflosciò delicatamente sul corpo dell’amante ansimando…l’Emo ascoltò quel respiro ma non era un respiro di piacere.
Qualche minuto dopo erano sul divano, Gary seduto sulle ginocchia di Tiziano. Semplicemente. Immersi dolcemente nel buio.
“Ti hanno picchiato gli sbirri?Vero?” Gary chiese seriamente all’amante. Tiziano rimase imbambolato, non sapendo cosa rispondere. Gary incalzò “Un’altra volta! Tu e il tuo maledetto collettivo!” scoppiando a piangere e mettendo la testa sul petto dell’amante “Non voglio perderti per i tuoi ideali…non voglio.” Disse singhiozzando il giovane Emo, Tiziano lo accarezzò dolcemente dicendogli..”Tranquillo…mi picchiano ma non mi uccidono!”.
Continua...

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