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Finalmente la mia nobile padrona

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  • Pubblicato: 06/02/2010
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Finalmente la mia Padrona mi ha telefonato, era da più di un mese che non la vedevo ed ero parecchio giù. So che è stata in crociera con delle amiche sul mar Rosso, fino all'ultimo avevo sperato che mi portasse con lei, ma a quanto pare non sono ancora degno di accompagnarla nelle sue vacanze.
Quando ho sentito la sua voce al telefono ero fuori di me dalla gioia.
"Pronto?"
"Penny..."
"...Nobile Padrona!"
"Preparati per questa sera alle nove, vengo a prenderti io"
Ha riagganciato senza aggiungere altro; io ero felicissimo, finalmente avrei rivisto la mia Nobile Padrona.

Mancavano ancora più di tre ore alle nove, ma decisi di iniziare a prepararmi subito.
Finalmente, alle nove in punto vidi dalla finestra del mio soggiorno la sua auto farmi due volte i fari, era l'ordine di scendere.
Mi avvicinai all'auto, lei era scesa e mi guardava, ad un paio di metri da lei mi chinai e la salutai.
"Nobile Padrona, ecco il Suo schiavo"
In quel momento scese un'altra donna dalla macchina, la conoscevo, una volta era stata invitata dalla padrona a una delle nostre serate, ricordo ancora nitidamente il dolore che provai quando mi frustò con forza mentre avevo un vibratore enorme nel culo e leccavo la bellissima figa della Padrona.

La Padrona mi ordinò di entrare in macchina, una volta salito vidi che sul sedile posteriore di fianco a me c'era un'altra persona, un uomo.
Imbarazzato mi irrigidii sul sedile cercando di immaginare cosa ci facesse quell'uomo con noi. Non mi rivolse la parola per tutto il tragitto.
Ero un pò intimorito ma l'aver rivisto la mia Nobile Padrona mi rendeva felicissimo e questo bastava.
Lei era bellissima come sempre, quella sera aveva una gonna verde scuro corta e una maglietta aderente nera a maniche lunghe e scollata e stivali neri col tacco altissimo. Ebbi subito un'erezione quando pensai a cosa mi avrebbe fatto con quei tacchi.
Notai che era abbronzata e questo la rendeva ancora più bella, i suoi occhi verdi risaltavano sulla pelle liscia del viso e i suoi capelli scuri, un pò mossi le circondavano le spalle.
L'altra donna era molto diversa fisicamente, bellissima senz'altro, ma niente a che vedere con la mia Padrona.

Ci fermammo davanti ad una villetta, forse casa dell'altra donna o dell'uomo, non mi fu detto, ed entrammo.
L'uomo e la donna si allontanarono e la Padrona mi condusse in una grande stanza con divani, poltrone, tavoli e mobili, tutto era arredato in maniera raffinata e di classe.
La Padrona si sedette su di una poltrona e si accese una sigaretta.
"Vieni a pulirmi le scarpe"
Mi avvicinai e mi chinai. Cominciai dalla punta, leccai con devozione gli stivali della Padrona, li ripulii di ogni granello di polvere.
Leccai tutta la superficie fino al polpaccio, poi passai all'altro.
Finita la pulizia, la Padrona mi diede una spinta e mi fece cadere. Rimasi steso, lei appoggiò un piede sul mio petto, schiacciandomelo come avrebbe fatto con un mozzicone di sigaretta, poi passo sul collo e premette, togliendomi quasi il respiro.
Rimise il piede sul petto e mise l'altro sul mio basso ventre. Era in piedi sopra di me e premeva alternativamente ora uno ora l'altro piede.
Spostò quello destro dal basso ventre sul mio cazzo, schiacciando l'asta già dura ed eretta da molto. Sentivo i sospiri di soddisfazione della Padrona, mi stavo comportando bene. Scese dal mio corpo e si spostò tra le mie gambe, con la punta del piede mi diede qualche colpetto sotto le palle, poi premette verso di me per schiacciarle un pò. Il mio cazzo pulsava, mi sembrava fosse diventato enorme, se avesse continuato sarei venuto subito deludendo la Padrona.
"Spogliati e mettiti sul divano"
Nudo, sdraiato sul divano, con un cazzo durissimo, guardavo la mia Padrona prendere degli oggetti dalla borsetta. Si avvicinò e vidi che uno di questi era un vibratore piuttosto grosso. Me lo passò sul viso, poi me lo infilò in bocca.
"Succhia"
Accolsi la fredda gomma del vibratore nella mia bocca e succhiai, la Padrona me lo spingeva dentro, voleva che lo prendessi tutto.
"Succhia!" mi ripetè
Succhiai fino a farmi colare tutta la saliva sul mento e sul collo, poi la Padrona me lo spinge forte in gola. "Tienilo così".
Con il vibratore quasi tutto in bocca la saliva continuava a colare e mi ero baganto tutto il collo.
La Padrona si avvicinò con un frustino. Lo passò sulla mia asta su e giù un paio di volte, poi di scatto mi colpì all'altezza della cappella.
Nonostante il vibratore in gola cacciai un grido strozzato. Un altro colpo sulla cappella, uno più in basso, un altro. Alternava colpi forti e colpetti leggeri e ripetuti. Mi diede una decina di frustate sulle palle e un'altra decina ancora sulla cappella.
Mi tolse il vibratore dalla bocca. Si allontanò lasciandomi disteso sul divano. Ritornò accompagnata dall'uomo e dall'altra donna...

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