Seduzioni pericolose
- Autore: Lady Ursula
- Categoria: Gay
- Capitoli: 2
- Letto 4148 volte
- Voti: 1
- Pubblicato: 24/06/2011
L'estate era cominciata benissimo, il lavoro era più duro perchè di clienti in albergo ce n'erano più del solito, ma io avevo lui...
Ho già raccontato come sono cominciate le cose tra noi in altri due racconti...tutto andava per il meglio. Alla sera, appena finito di lavorare, mi facevo la doccia e lo aspettavo in camera sua, lui finiva di lavorare dopo di me e, quando rientrava in albergo, mi trovava sul suo letto, allora aspettavo che si facesse la doccia per poi andare insieme in camera mia, dove avevo il letto matrimoniale...
Come ho detto andava tutto benissimo e così è continuato fino alla fine di luglio quando è arrivato lui...Il "lui" in questione è un ragazzino che mi ha fatto passare le pene dell'inferno ma che poi...non voglio anticipare niente...
Questo ragazzo (S) è proprio un bel fighetto con la faccia liscia e innocente e due grandi occhi castani. Mi era capitato dentro di me di fare apprezzamenti sul suo aspetto ma mai al mondo mi sarei immaginato che dietro quello sguardo innocente si celassero voglie irrefrenabili.
S era in vacanza con la sua famiglia, otto persone in tutto, ma una mattina, diversamente dal solito, scese a fare colazione da solo.
Gli portai il cappuccino che prendeva sempre e gli chiesi come mai era da solo. Disse che la sua famiglia era andata ad un parco di divertimenti e che lui aveva preferito rimanere in albergo. Rimasi un attimo (forse di troppo) a guardarlo portarsi la tazza alla bocca e notai che aveva labbra bellissime, ben delineate e carnose. Lui mi guardò e mi fece il sorriso più malizioso che avessi mai visto. Mi sentii turbato e mi allontanai. Per la misera com'era bello! Era proprio figo! E quel sorriso poi... Cercai di non pensarci ma le sue labbra mi tornavano continuamente davanti agli occhi. A pranzo, quando gli portai il piatto, mi allungò un bigliettino, me lo ficcai in tasca, non avevo tempo di guardarlo al momento. Lo feci quando fui in camera mia quel pomeriggio. C'era scritto: "Se ti senti solo vieni a trovarmi, sono in camera tutto il giorno..." Quei puntini di sospensione mi turbarono ancora di più. Ma che si era messo in testa quel ragazzino? Probabilmente non era neanche maggiorenne! Dovevo fargli capire che doveva togliersi dalla testa certe idee, e poi io avevo già C...
Andai a bussare alla porta della sua camera, mi aprì subito e spalancò gli occhi.
"Wow! Non pensavo venissi davvero, entra"
"Sì" mi affrettai a dire io "Ma sono qua solo per dirti che..." Mi bloccai, in quel momento si era tolto la maglietta mettendo in mostra il suo torace completamente liscio. Mi stavo eccitando, in più aveva i capelli bagnati ed era sexy da morire.
"Ascolta, io sono già impegnato..." dissi
"E allora? Non ti sto mica chiedendo di sposarmi!"
Mi stava prendendo in giro, cosa credeva, di poter fare tutto quello che gli andava?
"Smettila dai, rivestiti"
"Ma fa caldo! Tu non ti levi mai la maglietta d'estate? E poi che problema c'è? Siamo entrambi uomini no?" e di nuovo mi fece quel sorrisetto malizioso e mi venne voglia di prenderlo a schiaffi. Eppure l'eccitazione non mi passava
Mi venne vicino "Dai spogliati anche tu" disse allungando le mani
Cercai di evitarlo ma ero contro la porta, mi aveva bloccato.
"Fermati! Cosa fai?"
Lui continuava a sorridere
"Ma smettila! E poi non mi interessano i minorenni!" dissi
"Ma io non lo sono" disse e, ancora prima che me ne rendessi conto, mi aveva schiacciato le labbra con le sue. Non riuscii a reagire, o forse semplicemente non volevo. Cerco di infilarmi la lingua in bocca ma non glielo permisi, allora prese a leccarmi le labbra e intanto con la mano era sceso verso il basso afferrandomi il cazzo che io per primo mi stupii di quanto fosse diventato duro.
"Dici che non mi vuoi eppure..." detto questo me lo strinse tanto da farmi quasi male ma poi lo lasciò staccandosi da me.
"Guarda" mi disse mostrandomi la sua carta d'identità "Quest'anno ne compio 19, altro che minorenne..."
Ero ancora scosso dal contatto che avevamo avuto, poi mi ripresi e gli dissi di nuovo di smetterla che tanto non mi interessava e me ne andai. Fui un pò brusco e mi dispiacque.
La sera a cena non gli rivolsi nemmeno la parola, non lo salutai nemmeno, gli portai i piatti senza dire nulla.
Dopo il servizio lo trovai davanti alla porta della mia stanza.
"Come hai fatto a sapere qual è la mia camera?" chiesi, ma lui non rispose.
Venne verso di me e mi afferrò tra le sue braccia cercando di baciarmi. Inutilmente gli dicevo di smetterla e poi di lì a poco sarebbe tornato C e avrebbe potuto equivocare.
"Riprendiamo da dove eravamo rimasti" mi disse portando una mano tra le mie gambe. Mi eccitò da morire, più di come aveva fatto quel pomeriggio e, senza accorgermene, avevo allentato di molto la resistenza. Mi aprì i pantaloni e me lo tirò fuori, poi iniziò a masturbarmi velocemente. Mio malgrado cominciai ad ansimare.
"Allora ti piace..." disse lui "Adesso ti piacerà ancora di più" detto questo si inginocchiò, avvicinò la bocca alla mia cappella, senza toccarla e mi guardò.
"Devo continuare?" chiese, io non risposi. Avrei voluto ma non osavo parlare.
"Se vuoi che continui devi dirmelo..." In quel momento udii i passi di C, stava salendo in mansarda. Staccai S da me immediatamente e mi ricomposi.
"Va via!" gli dissi sottovoce. Lui fortunatamente capì e se ne andò.
Più tardi, dopo aver fatto l'amore con C, gli raccontai che c'era un ragazzo che ci provava con me.
"Sarà mica quello che ho incrociato prima per le scale?" mi domandò
"...sì"
"Carino...prima mi ha fatto un sorrisetto strano..."
continua...
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