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Il nostro segreto

  • Autore: Kenny
  • Categoria: GAY
  • Capitoli: 1
  • Letto 829 volte
  • Voti: 14
  • Pubblicato: 05/02/2010
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Io e lui ci siamo conosciuti al corso di letteratura inglese, tra più di cento studenti l'ho notato subito, timido, solitario e bellissimo. Capelli nerissimi che gli coprono il viso, occhi altrettanto scuri che raramente guardano in alto, pelle liscissima e mani da principe.
Si sedeva sempre in fondo alla grande aula, in ultima fila, sempre da solo.
Un giorno mi feci coraggio e decisi di sedermi vicino a lui. Arrivai a lezione una decina di minuti in ritardo per avere una scusa per attaccare discorso con lui. Mi sedetti col cuore che scalpitava di fianco a lui e raccolto il coraggio gli chiesi a bassa voce "Cosa mi sono perso?". "Sta parlando di Joyce ma ha appena iniziato" rispose lui serissimo. Non riuscii a pensare ad altro di non invadente da dire, la sua serietà mi bloccava.
La fortuna mi concesse un'occasione, a metà lezione, durante i 10 minuti di pausa tra un'ora e l'altra, lui uscì. Io feci altrettanto senza fargli capire che seguivo proprio lui. Andò in cortile, si sedette su un muretto e accese una sigaretta.
Raccolto di nuovo il coraggio mi avvicinai e gli chiesi da accendere, lui senza dire niente mi porse l'accendino, lo ringraziai e mi sedetti sul muretto.
Mancavano solo un paio di minuti alla ripresa delle lezioni e ancora non ero riuscito a dire nulla.
"Tu cosa studi?" chiesi stupendo me stesso.
"Lingue" rispose lui sempre serio.
Bene! pensai, dal momento che anche io facevo lingue.
Tuttavia avevo paura di risultare troppo invadente, non volevo dargli una brutta impressione di me.
"E tu?" mi chiese
"Anche io, studio inglese e spagnolo"
"Io faccio inglese e cinese"
"Wow, dev'essere interessante il cinese!"
"Sì, molto...lo stesso non posso dire di letteratura inglese" e mi sorrise
"E già" dissi io ridendo "la docente non è proprio il massimo, quasi quasi prendo e me ne vado".
"Stavo pensando la stessa cosa..."
Non potevo lasciarmi sfuggire quell'occasione, così di getto dissi "Ti va di andare a bere qualcosa?".
Lui stette un momento in silenzio e pensai di aver fatto un errore ad invitarlo, troppo precipitoso...
"Ok, prendo i libri" disse infine.
Non stavo più nella pelle, ero così agitato, quel ragazzo mi attraeva troppo.

Andammo in un bar non lontano dalla facoltà, ci sedemmo ad un tavolino di fuori e iniziammo a parlare del più e del meno.
Parlammo per un bel pò, più parlavo con lui più mi sentivo attratto, con quel suo modo tutto particolare di gesticolare, quegli occhi stupendi e quello sguardo serio mi faceva impazzire.
Purtroppo ad un certo punto dovette andare via, disse che aveva un impegno
"Ok" dissi io, senza sembrare troppo dispiaciuto e mi affrettai per pagare il conto, lui insistette per pagarlo lui ma alla fine riuscii ad offrirgli il caffè.

Aspettai con ansia il mercoledì successivo ma invano. Non venne a lezione, mi sentivo tristissimo, avrei voluto piangere.
Durante i 10 minuti di pausa decisi di tornarmene a casa, presi la mia roba e uscii dall'aula e nel corridoio lo vidi.
Si stava affrettando, quando mi vide mi salutò e mi sorrise.
"Te ne vai anche oggi a metà?" mi chiese
"No, è che..." non sapevo cosa rispondere sul momento.
"Nemmeno io ho tanta voglia di fare lezione, in più sono anche arrivato tardi".
I ragazzi stavano rientrando in aula, io e lui eravamo ancora fermi in corridoio appoggiati al muro.
"Non entri?" gli chiesi
"Non mi va" rispose serio, poi mi guardò.
In corridoio non c'era più nessuno.
Ero agitato, non sapevo che dire, mi stava guardando fisso negli occhi, il cuore mi batteva, senza pensarci mi avvicinai e gli diedi un bacio sulla bocca.
Pensavo di avere rovinato tutto ormai, quando lui mi abbracciò e mi ribaciò, questa volta le nostre lingue si incontrarono e si toccarono a lungo.
Ma lì in corridoio poteva sempre arrivare qualcuno, così ci chiudemmo in bagno.
Mi spinse contro il muro e mi ribaciò, io lo stringevo a me, le sue mani mi toccavano facendomi eccitare tantissimo.
Infilai le mie sotto la sua maglietta e lo accarezzai, poi gliela tolsi e lui fece lo stesso con me. Mi baciò il petto facendomi ansimare, ero eccitatissimo, mi slacciò i pantaloni e mi tirò fuori il pene, lo baciò in punta e lo leccò lungo tutta l'asta, leccò anche le palle bagnandole per bene, poi se lo infilò in bocca cominciando a succhiarlo. Stavo già per venire, così dopo qualche minuto gli dissi di smettere, non volevo ancora terminare.
Questa volta fui io a prenderglielo in bocca e a succhiarglielo, volevo farlo godere tantissimo e il sentirlo ansimare mi fece impazzire. Lo succhiai con foga massaggiandogli le palle, era stupendo, avrei potuto stare lì a succhiarglielo per ore.
Mi disse di alzarmi, mi mise due dita in bocca e io le leccai per bene, poi mise la mano dietro di me, nella mia fessura cercando il mio buco e massaggiò. Mi penetrò prima con un dito, poi con l'altro mentre con l'altra mano mi faceva una sega. Mosse le dita dentro ruotandole per allargarmi, poi mi fece girare.
Appoggiò la cappella sul mio buco e la spinse dentro, io gemetti, rimase così qualche istante, poi entrò tutto dentro di me lentamente.
Era bellissimo, si muoveva dentro di me avanti e indietro, godevo da matti, le sue mani mi tenevano per i fianchi spingendomi all'indietro, poi una la avvolse intorno al mio pene e riprese a masturbarmi. I miei gemiti si mischiavano ai suoi, sentirlo godere dentro di me mi riempiva di piacere.
"Sto per venire" disse ansimando
"Vieni dentro di me, ti voglio tutto"
Spinse più forte e lo sentii venire dentro di me. Rimase ancora un pò al mio interno ansimando, poi uscì.
"Sei stupendo" mi disse
"Anche tu" risposi
"Ora prendimi tu" disse girandosi.
Mi abbassai aprendogli le natiche, leccai il suo buco infilando anche la lingua, i suoi gemiti accrescevano sempre di più il mio desiderio di averlo, mi alzai e gli dissi "Ti voglio".
Lui si piegò un pò e lo penetrai lentamente per farlo abituare, poi presi a muovermi dentro di lui, lo volevo, era mio.
Stare dentro di lui era bellissimo, mi sentivo esplodere dall'eccitazione.
Con una mano cercai il suo pene che era di nuovo duro e lo masturbai mentre da dietro spingevo sempre più forte.
Sentivo l'orgasmo che arrivava e il mio pene che pulsava dentro di lui.
Spostò le mani all'indietro e me le mise sui fianchi spingendomi verso di lui
"Vienimi dentro" disse
Lo riempii col mio orgasmo, non riuscii a trattenermi e gemetti forte.
Ci rivestimmo e uscimmo dal bagno, per fortuna non c'era nessuno.
"Comunque io mi chiamo Francesco" mi disse abbracciandomi.
"Io sono Daniel" gli dissi e lo baciai.

Fummo entrambi bocciati all'esame di letteratura inglese perchè da quel giorno quel piccolo bagno diventò il nostro luogo segreto.
Invece di andare a lezione ci chiudiamo lì dentro e facciamo l'amore fino a che non siamo esausti.

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