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Incontro clandestino parte 2
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- Pubblicato: 03/03/2010
E sì, ancora tremo di piacere al pensiero di quello che accadde pochi minuti dopo essere entrati in quel parcheggio.
Avevo una strana sensazione, lui mi sembrava calmo e sicuro di quello che faceva. Girammo tra i vari piani del parcheggio e non riuscivo a capire il perché evitasse di fermarsi in uno dei tantissimi posti liberi che stavamo incrociando. Non osai chiedergli niente ma lo guardai con fare divertito e interrogativo, lui per tutta risposta mi accarezzò l’interno coscia e mi disse “fidati di me”.
Quel semplice gesto, per niente provocatorio, mi infiammò nuovamente e l’unica cosa che mi venne da desiderare in quel momento era il suo membro virile che immaginavo già turgido, pulsante e pronto a farmi sua.
Presa dai miei pensieri non mi accorsi che finalmente stava parcheggiando e fui nuovamente sorpresa dal constatare che aveva previsto tutto.
Beh, quell’uomo mi conosceva bene, sapeva sin dal principio che avrei rifiutato di andare in albergo, sapeva che dentro di me c’era una donna trasgressiva amante del rischio, sapeva bene che lo stesso rischio di essere vista, dell’incognito mi avrebbero resa ancora più eccitata e priva di inibizioni.
Ebbi ulteriore conferma dei miei sospetti quando vidi un piccolo cartoncino arancione affisso sul muro di fronte dove aveva parcheggiato, su scritta una semplice frase… “Riservato alla mia compagna di sempre”.
Io non ero la sua compagna e ne lo ero mai stata, ero una sua amica, la Sua amica speciale, perché quella frase?
Non ebbi il tempo di pensarci troppo perché sentii un rumore provenire alle mie spalle, e compiaciuta notai che si trattava di un cancello elettrico che chiudeva l’entrata del nostro posto auto già chiuso da un muricciolo in entrambi i lati…quel cancello mi dava maggior sicurezza ma non evitava la visuale ad eventuali occhi indiscreti. Pensai: “he he he, questo gran bastardo, mi ha portata nel suo box privato”.
Stavamo per realizzare la nostra comune fantasia…
Ci guardammo e lui mi disse. “finalmente sarai mia”…
Mentre mi sfilavo le alte scarpe di camoscio nere, lui cercò di avvicinarsi per baciarmi ma lo bloccai facendogli segno di lasciarmi fare…
Già nel bar aveva avuto modo di sentire al tatto che indossavo le autoreggenti ma quando lasciai scivolare la gonna sul tappetino dell’auto, non potei non notare che i suoi occhi mi guardavano ammirati e la sua mano che fino a qualche minuto prima mi aveva posseduto e lo aveva dissetato con i miei umori, lentamente iniziò a sfiorare il suo membro già notevolmente visibile anche attraverso i pantaloni neri di Armani.
A quel punto la mia eccitazione stava diventando incontrollabile, non tolsi il maglione che portavo perché avevo voglia di stuzzicarlo con il vedo non vedo, ma togliendo il reggiseno, la spallina del maglione tenuta fino a quel momento ferma, scivolò inesorabilmente lasciando in parte scoperto il mio seno destro.
Lui seguiva attento ogni mi gesto ed era notevolmente sorpreso dalla mia sicurezza nel condurre il gioco, mi guardava curioso mentre la sua mano continuava lentamente a procurare piacere al suo membro.
Non tolsi le calze ma con molta lentezza e guardandolo con occhi provocatori, sfilai le mie microscopiche mutandine e decisa allargai le gambe, mi toccai, affondai le mie dita nella figa e ritraendole diedi a lui la possibilità di vedere che il nettare che poco prima aveva leccato dalla sua mano, ora era nuovamente li, questa volta sulla Mia mano, quella mano che senza esitazioni avvicinai alla sua bocca e dito dopo dito gli feci riassaporare il frutto della mia immensa eccitazione.
Intanto il mio maglione non dava più segni di compostezza e continuava a scivolare alternando la visuale del mio seno, ma io non volevo toglierlo e con caparbia maliziosità continuavo a ritirarlo su…Lui mi disse. “lascialo andare, lasciati toccare, lasciati amare” ma io, senza ascoltarlo, continuai a condurre il gioco.
Senza dargli il tempo di muoversi infilai una mano sotto la sua camicia toccando i suoi sodi pettorali e con l’altra slacciai con difficoltà cinta e bottoni del pantalone fino a liberare completamente il suo cazzo enorme e duro come il marmo.
Non ero certo alla mia prima esperienza ma rimasi sbalordita da tanta virilità.
Presi ad accarezzarlo dolcemente e delicatamente, non so perché ma forse era un modo per rendermi conto della sua reale esistenza.
Lui prese ad accarezzarmi i capelli e con fare esperto fece scivolare le mani sulla mia schiena…. Oh sì, io impazzisco di piacere quando mi si accarezza la schiena e gemetti.
Nello stesso istante sentii i miei capezzoli inturgidirsi e lo sfregamento dei seni nudi al contatto con il maglione, mi provocarono brividi di piacere indescrivibili.
Tutto ciò non fu di tale importanza da distogliermi da quello che ritenevo il più bel cazzo che avessi visto in vita mia.
Intanto non so in che modo ma lui abbassò i sedili e si formò un grande spazio che si fondeva perfettamente con il retro del fuoristrada tale da sembrare quasi un letto, sì, un letto, scomodo ma comunque abbastanza spazioso da ospitare i nostri corpi vogliosi di accoppiarsi.
Lui tentò di spostarsi per venire sopra di me ma appena fece per alzarsi, il suo membro eretto fu quasi all’altezza del mio viso e senza dargli il tempo di capire, avvicinai la bocca e cominciai a leccarlo ed a masturbarlo lentamente, intanto, con l’altra mano infilavo il mio dito medio tra le mie gambe per darmi piacere.
La mia lingua sul sul glande lo faceva gemere e ancora di più gemeva quando, lentamente lo riasciugavo con un soffio leggero dopo averlo bagnato con la mia saliva.
Poi lo accolsi nella mia bocca, troppo piccola per contenerlo interamente…. Mi riempì di se, sentivo quel membro caldo pulsare e quando la voglia si accentuava maggiormente, il mio uomo lo spingeva, lo spingeva… fino in fondo alla gola… avevo la sensazione di soffocare ma lui non smetteva,
più mi sentiva ansimare e più violentemente lo spingeva dentro. Nel frattempo il suo dolce accarezzarmi ai capelli divenne qualcosa di diverso, iniziò a stringerli a tirarli… mi faceva male, avevo voglia di urlare ma lui continuava ancora più forte dicendomi : “sei mia, sei solo mia”….
Mentre continuava a tirami i capelli costringendomi ad inarcare il collo all’indietro, tolse il cazzo dalla mia bocca ed inizio a baciarmi con violenza.
Con la bocca scese sul mio collo ed iniziò a leccarmi dolcemente lasciando la presa dei miei capelli e ripassando ad accarezzarmi nuovamente la schiena.
Quel misto di violenza e dolcezza mi faceva impazzire, mai avevo provato simili sensazioni.
Avevo sempre detestato gli uomini che usavano quel tipo di atteggiamento per mostrare il proprio dominio sulla donna, ma in quel momento l’unica cosa che volevo era proprio essere dominata, schiavizzata da quel maschio che mi voleva a tutti i costi.
In un attimo tutto ricambiò.
Ormai lui era steso sopra di me, mi aveva già da tempo allargato le gambe per possedermi ma l’unica cosa che sentivo dentro la mia figa erano gli spasmi di voglia e gli umori che continuavano a bagnarmi, lui non mi aveva ancora sfiorato, nemmeno con un dito.
Sì, tutto cambiò in pochi attimi, lo sentii spostare le sue mani dalle spalle ai miei capelli, ormai la sua verga era a pochi centimetri dal penetrarmi ma non lo fece…. almeno non subito….
Nello stesso istante in cui riafferrò strattonando con decisione i miei capelli, mi penetrò con violenza e per ben tre volte affondò completamente e violentemente quell’enorme fallo dentro di me.
Urlai… sì, urlai di dolore ma il dolore non era altro che un immenso piacere che in pochissimi attimi mi portò ad un orgasmo che mai avevo provato, un orgasmo devastante che fece tremare ogni piccolo lembo della mia pelle.
Solo in quel momento vidi il viso del mio uomo rasserenarsi, aveva raggiunto il suo scopo, mi aveva portato al piacere, ma non al piacere di una semplice scopata, mi aveva portato ad un piacere scaturito dal connubio fra il dolore immenso, piacere, paura e spasmi….
Emozioni completamente contrastanti ma se sapute dosare, diventano fonte di piacere al di sopra di ogni aspettativa.
Non ero ancora soddisfatta, non volevo che finisse con la sua imminente calata di sperma caldo quindi mi spostai, lo feci sdraiare e ricominciai a succhiarglielo, sempre più forte e nel momento che sentivo le sue pulsazioni più forti rallentavo il ritmo.
Lui godeva, mi guardava e mi accarezzava, mi ripeteva che lo avevo stregato e che ero la donna della sua vita….
La mia eccitazione era aumentata e la sua virilità meritava di essere onorata con un orgasmo all’altezza della sua maestosità….
Lui stava per venire, sì, lo sentivo, vedevo i suoi occhi diventare lucidi e fissare i miei con amore…. Sì, oggi posso dire che mi fissavano con amore…. Non c’erano dubbi, io ero sua e lui non desiderava altro che inondarmi con il suo sperma.
Questa volta fui io ad essere violenta, mi misi sopra di lui e mi feci entrare quel cazzo duro fino in fondo alla figa...
Bastarono pochissimi movimenti decisi del mio bacino a permettermi di sentire il calore del suo sperma scivolare dentro di me… fu tanta la gioia e l’eccitazione di quel momento che inconsapevolmente un secondo orgasmo si impossessò di me rendendo ancora più speciale quella giornata… una giornata che non dimenticherò mai, che non dimenticheremo mai.
Racconto offerto da Shanty Forum
