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La cugina e la doccia bollente

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  • Pubblicato: 06/02/2010
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In quel periodo pensavo vivamente di iscrivermi all'università, dopo due anni di pausa dallo studio e dopo diverse spiacevoli esperienze lavorative.
La mia idea era quella di iscrivermi alla facoltà di storia dell'arte, essendo io un appassionato della materia da sempre. A tal proposito avevo chiesto a mia cugina, iscritta da 2 anni alla facoltà di lettere, se mi ospitava per una notte al suo appartamento vicino all'università.
Arrivai a casa sua dopo due ore di treno e un quarto d'ora di bus a mattina inoltrata; lei mi salutò con enfasi, come suo solito e poi mi fece accomodare nel suo salottino dove chiacchierammo per un pò.
Lei era appena tornata dalla sua corsetta mattutina e dopo una mezz'ora di chiacchierata lei si alza e mi dice che vuole farsi una doccia prima di pranzo, perché dopo ha i corsi e non ha il tempo, mi dice anche che ne avrà per un pò, perché lei ama stare molto in doccia.
Io le rispondo che non c'è problema e che intanto avrei guardato la tv.
Lei dunque si incammina verso la doccia con in mano il cambio di vestiti.

Io sono sempre stato una persona educata, con un gran rispetto per la donna, e in generale per tutti, ma quella mattina non so cosa mi sia preso.
Sentii il suono scrosciante della doccia che veniva aperta, cosa che fece nascere in me una tentazione mai provata, iniziai a valutare l'idea di spiare mia cugina in doccia, a maggior ragione perché lei avrebbe impiegato un bel pò come aveva detto.
Mia cugina è una ragazza splendida, snella e dal fisico atletico, mi è sempre piaciuta, anche se non l'ho mai guardata con occhi troppo maliziosi perché tra me e lei c'è un bel rapporto di amicizia prima di tutto.
Quel giorno però dovevo essere particolarmente eccitato perché senza tanti altri pensieri moralisti mi alzai e mi avvicinai con passo felpato alla porta del bagno, dopo aver per precauzione alzato il volume della tv in modo che coprisse eventuali rumori.

Con un pò di batticuore avvicinai l'occhio alla serratura e rimasi folgorato da due belle gambe lunghe, un sedere sodo e asciutto, due seni perfetti e da una bella passerina dal pelo ben tenuto.
Lei era intenta a lavarsi, disinvolta, e mi ricordo che mi eccitò da morire la sua naturalezza sotto la doccia, e ricordo l'erezione mostruosa che ebbi.
La guardavo mentre si sfregava il petto, si insaponava i seni, le gambe e poi si risciacquava. Poi passò a lavarsi le parti intime facendo imbiancando di schiuma il suo monte di venere, poi passando una mano tra le gambe si diede a lavare le labbra.
Io ero sempre più eccitato nel vedere lei intenta a lavarsi i genitali, vedere la sua manina scivolare tra le grandi labbra aperte per insaponarsi le piccole labbra. Allungò una mano e afferrò il bocchettone della doccia col quale si sciacquò per bene la la sua splendida patatina.

A quel punto chiuse il getto d'acqua, io stavo per affrettare ad andarmene quando vidi lei che invece di dirigersi verso l'accappatoio si sedette su uno sgabellino, si versò del sapone sulla mano che bagnò sotto al getto del bidet. In un primo momento non capii a cosa stavo per assistere ma poi mi divenne tutto più chiaro quando fece schiumare il sapone sulla sua passerina ricoprendola tutta e afferrò un rasoio.
Iniziò col rasare dai bordi dell'inguine, ripassandoci un paio di volte e lasciando intatta la zona sopra il monte di venere, poi allargò meglio le gambe. Pose una mano sulle piccole labbra, così da evitare spiacevoli incidenti col rasoio e iniziò a rasare i peli delle grandi labbra con molta cura, e quando ebbe finito con entrambe bagno la mano sotto al getto del bidet e sciacquò la zona appena rasata mostrando una candida passerina aperta che avrei tanto voluto assaporare.
Diede qualche occhiata alla sua opera con aria un pò indecisa, riprese in mano il rasoio ed iniziò ad assottigliare la zona di pelo rimasta sul monte di venere lasciando solo una sottile striscia di pelo insaponato.
Rimirò ancora la sua passerina, rimase pensosa per qualche istante e poi col rasoio in mano decise di fare piazza pulita ed eliminò anche l'ultima striscia di pelo rimasta.
A quel punto si alzò, afferrò il bocchettone della doccia, apri l'acqua e sciacquò per bene tutto, regalandomi uno spettacolo indimenticabile con quella sua splendida passerina liscia e morbida. Io ero in uno stato di eccitazione incredibile, e temevo di venirmi nei pantaloni, ma per fortuna riuscii a trattenermi.

Inaspettatamente lo spettacolo non era ancora finito perché dopo aver tolto tutta la schiuma continuò ancora a erogare il getto dell'acqua sulla patatina muovendo oscillando leggermente il bocchettone. Sul suo volto leggevo un'espressione di piacere e la vidi mentre si accarezzava un seno con l'altra mano e si pizzicava delicatamente il capezzolo.
Cominciò ad avvicinare ed allontanare il getto dal suo clitoride, si mordeva le labbra tenendo gli occhi chiusi, il suo respiro accelerava poi aprì la bocca per farne venire fuori un gemito soffocato di piacere.
Tolse il getto di suoi genitali e rimase ferma ad occhi chiusi per qualche istante, poi si ricompose posò il bocchettone e si diresse verso il bidet, dove poggiò un piede, prede un tubetto di crema depilatoria e iniziò a spalmarsela sulla gamba. Lo spettacolo per me era finito e me ne ritornai in poltrona davanti alla tv col sangue che mi ribolliva tutto dall'eccitamento.
Adesso capivo perché mia cugina ama stare così tanto in doccia.

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