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Dimostrare di essere schiava
- Autore: Schiavetta
- Categoria: DOMINAZIONE
- Capitoli: 5
- Letto 1602 volte
- Voti: 7
- Pubblicato: 06/02/2010
Andò a prendere un dildo trasparente, uno di quelli che si allargano nella parte centrale ma sono stretti in fondo e me lo infilò in bocca dicendomi di tenerlo così. Mi slegò i polsi e me li rilegò dietro la schiena.
Sentii che si era posizionato dietro di me, poi avvertii la sensazione di un liquido che scendeva sul mio ano e delle mani del mio padrone che lo spalmavano sul buco.
Dopo avermelo spalmato per bene, appoggiò un dito e me lo fece scivolare dentro per metà.
Sentii dolore e gemetti, ogni tanto me lo facevo mettere in culo, ma dall' ultima volta era passato un bel pò di tempo, ero molto stretta.
Il mio padrone spinse il resto del dito dentro e iniziò a farlo uscire piano e a rimetterlo dentro ritmicamente, poi aumentò la velocità.
Sentivo ancora dolore, e mi lamentavo, facendo attenzione però a non far cadere il dildo che avevo in bocca, dopo un pò ebbi un secondo dito nel culo che iniziò a muoversi velocemente insieme all' altro.
Sentivo che mi stavo allargando, mi faceva male ma era anche piacevole.
Il padrone spinse le dita tutte all' interno e prese a ruotarle per aprirmi, il dolore stava diminuendo e cominciavo a sentirmi più larga, poi lui allungò l' altra mano per prendermi il dildo dalla bocca, tirò fuori le dita e appoggiò la punta del dildo sul mio buco, poi lo spinse dentro.
All' inizio non mi fece male, era grosso come le dita, poi man mano che entrava era sempre più largo e sentivo il culo dilatarsi e dolermi. Gemevo dal dolore ma il padrone continuò a spingerlo dentro fino a che non fu entrato fino al punto in cui era più stretto e lo lasciò lì.
Mi venne davanti e mi guardò, io mi stavo lamentando dal dolore, gli dicevo che mi faceva male.
"Devi abituarti, perchè ogni volta che ci vedremo ti farò il culo" disse lui.
Tirò fuori il cazzo, che era già duro e me lo mise in bocca.
"Succhialo" disse questa volta, così mi diedi da fare per spompinarlo come sapevo fare e lui doveva aver gradito perchè lo sentivo ansimare e gemere.
Ormai capace, lo presi tutto in bocca e lo succhiai per bene, mi mise anche le palle in bocca e succhiai e leccai per bene anche quelle.
Quando tirò fuori il cazzo dalla mia bocca la mia attenzione ritornò al mio culo, che sentivo pulsare dal dolore.
"Non farlo uscire" disse il mio padrone e con il cazzo sempre di fuori si appoggiò alla mia figa con la cappella, mi diede qualche schiaffo sul culo e poi spinse tutto il cazzo dentro la figa con forza.
Gridai, più per la sorpresa che per altro. Il padrone si muoveva velocemente, mi stava scopando finalmente.
Sentii un ondata di piacere pervadermi e presi subito a gemere come una troia, godevo di brutto, persino il dildo che avevo nel culo cominciava a piacermi.
Avevo il cazzo duro del padrone che mi sfondava la figa e ad ogni spinta sentivo avvicinarsi l' orgasmo, ero la sua schiava, completamente sua, poteva farmi ciò che voleva, il suo respiro pesante mi faceva capire che anche lui godeva.
Mi prese per i capelli e mi tirò indietro, spinse il cazzo ancora più forte, sembrava volesse spaccarmi la figa col suo uccello.
Con una mano iniziò a sculacciarmi e ad ogni colpo sentivo il dildo vibrare.
Non resistevo più. "Sto per venire" dissi.
"No!" gridò lui "Sono io che ti dico quando devi venire e ancora non ti ho dato il permesso" disse lui continuando a fottermi la figa fortissimo.
Ma non resistetti, stavo godendo come mai mi era capitato e dopo pochi secondi l'orgasmo mi esplose nella figa. Gridai dal piacere come una porca.
Il padrone si tirò fuori e iniziò a sculacciarmi "Puttana! Ti ho forse dato il permesso di venire?".
"No, padrone" risposi ancora scossa dai fremiti.
"Ora devo punirti severamente o non imparerai mai la disciplina!".
Mi sculacciò pesantemente a lungo facendomi bruciare nuovamente le natiche, poi prese una cintura con fallo attaccato e me la mise addosso in modo che il fallo fosse nella parte interna e mi entrasse nella figa che avevo ancora bollente.
Messomi quello addosso riprese la maschera e la palla di gomma e me le rimise, poi mi bendò gli occhi e infine si allontanò, spense la luce e se ne andò di nuovo lasciandomi sola un' altra volta.
Questa volta stetti sola per più tempo, con entrambi i buchi pieni. Se devo essere sincera non mi è dispiaciuto, pensai che se la punizione era quella era più piacevole delle frustate, ma dentro di me sapevo che non avrei potuto passarla liscia con così poco...
Sentii finalmente dei passi, ma da quelli mi accorsi che si trattava di più di una persona.
Mi senti terrorizzata, in quelle condizioni essere vista da qualcuno mi spaventava tantissimo, in più il padrone mi aveva bendata quindi non potevo nemmeno vedere chi c'era.
Una volta nella stanza, dalle voci, capii che oltre al mio padrone c'erano altri due uomini...
