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La mia ultima calda matura

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  • Pubblicato: 06/02/2010
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Devo ringraziare la mia insegnante di inglese, di cui parlai in un precedente racconto, che mi ha dato modo di apprezzare la bellezza e la bravura delle donne mature
Fare sesso con le ragazze della mia età non ha niente a che vedere col sesso che sanno fare le donne mature, così calde ed esperte.
Dopo aver avuto l'esperienza con la mia insegnante, mi capitò di conoscere un'altra donna fantastica l'estate scorsa.

Quell'estate avevo trovato lavoro in albergo come cameriere di sala, ricordo che il giorno del colloquio mi ricevette direttamente lei, il capo. Mi fece accomodare in uno stanzino dietro la reception e mi offrì un caffè, era interessata a me dato che avevo già diverse esperienze lavorative come cameriere.
Si sedette di fronte a me e accavallò le gambe, fu allora che mi sentii attrarre da lei. Indossava un completo chiaro, con gonna fino al ginocchio e giacchetta che teneva aperta, mostrando una maglietta di raso scollata sopra a due seni ancora sodissimi. I capelli castani appena mossi le arrivavano alle spalle e nell'aria si sentiva il suo profumo sensuale. In seguito scoprii che aveva poco meno di 50 anni. Ciò che mi colpì di più in lei furono le sue gambe nei collant chiari e le sue labbra. Aveva caviglie sottili e gambe lunghe, le sue labbra erano carnose appena velate da un rossetto rosa e la pelle del suo viso sebbene non più giovane era fresca e soda.
Mentre mi parlava, mi ero eccitato un pò pensando alle sue labbra sul mio corpo, ma siccome non volevo fare una brutta figura e dopo averla vista desideravo ancora di più lavorare lì, mi concentrai e il colloquio per foruna andò bene, un paio di giorni dopo mi telefonò dicendomi che mi avrebbe voluto assumere.

La stagione proseguiva bene, il lavoro era duro ma c'era lei...Essendo il capo non potevo vederla spesso, ma quando veniva a controllare il lavoro di tanto in tanto, ero felicissimo e speravo sempre che mi parlasse, anche per rimproverarmi di qualcosa.
Venne il giorno di ritirare il primo stipendio e fui chiamato nel suo ufficio.
Mi accolse con un bel sorriso sul volto "Accomodati" mi disse.
Mi sedetti di fronte alla sua scrivania, quel giorno aveva un abito di cotone bianco lungo fino al ginocchio e delle scarpe col tacco bianche.
"Tutto bene?" mi chiese, "Sì, tutto bene" risposi io.
Mi diede la busta paga insieme all'assegno poi mi chiese "Senti, vorrei chiederti se per la prossima settimana potevi fare un'ora di straordinario per aiutare in cucina".
"Va bene" dissi io, che un pò di soldi in più fanno sempre comodo "Tutto quello che vuole" mi venne da aggiungere, lei mi guardò per un attimo sorridendo "Addirittura tutto?" mi chiese spostando lo sguardo su dei fogli che aveva davanti. "Sì" risposi.
"Bene allora, hai finito di là in sala?"
"Sì"
"Allora ti va di aiutarmi un momento qui?"
"Sì, certo"
Lei si alzò e venne dalla mia parte lentamente guardandomi, si appoggiò alla scrivania e stette lì ferma a fissarmi in viso.
Mi sentii in imbarazzo, lei ovviamente sapeva già che mi piaceva, le donne di una certa età capiscono subito queste cose.
"Sei arrossito!" disse lei ridendo.
Sempre più imbarazzato non seppi che dire, ma ci pensò lei a farmi passare l'imbarazzo. Si mise dietro di me e mi toccò le spalle e il petto, poi scese giù e appoggiò le mani sul mio cazzo che si irrigidì più di quanto non lo fosse già. Presi coraggio e allungai le mani per tirarla a me e lei si sedette sopra di me allargando le gambe, poi infilò le mani sotto la maglietta, io le carezzai le spalle e tirai giù le spalline dell'abito accorgendomi che non aveva il reggiseno. Scoprii le sue tette bellissime e i capezzoli scuri che mi misi subito a leccare e a farli indurire.
Lei mi tolse la maglietta, poi si alzò il vestito e si sedette sulla scrivania, mi alzai e la baciai, scesi con la bocca sulle sue tette e le leccai, poi scendendo ancora mi spostai sulle mutandine, lei allargò le gambe per farmi spazio. Baciai la figa da sopra le mutande, poi gliele tolsi e vidi la sua passera bellissima, rasata sotto con un ciuffetto di pelo sopra. Mi ci buttai sopra e iniziai a leccarla avidamente, si bagnò subito riempiendomi la bocca di umori che ingoiai con gusto, continuai a succhiare le piccole labbra e a tenermi in bocca il suo clitoride gonfio finchè non mi prese la testa e mi tirò su. Svelta mi slacciò i pantaloni e tirò fuori il mio cazzo, se lo appoggiò sulle labbra aperte e mi disse "Dai, scopami".
A quel punto non capii più niente, la penetrai e iniziai a scoparla tenendole le mani dietro al culo, lei si aggrappò a me gemendo e ansimando, le sue unghie mi artigliavano la schiena e il suo bacino si muoveva verso di me.
In pochi minuti le riempii la figa di sborra calda, lei si mise una mano sopra bagnandosela del mio sperma e se la portò alla bocca per assaggiarla.
Mi spinse sulla sedia e si inginocchiò, toccò le mie palle ancora gonfie, le strofinò in mano poi ci passò la lingua in mezzo facendola arrivare fino alla base del cazzo e poi di nuovo indietro, dopo le prese in bocca una per volta per succhiarle. Poi si spostò sulla cappella, lecco un pò la punta e intorno, la succhiò facendo su e giù lentamente e infine scese con la bocca fino in fondo prendendosi tutto il cazzo in bocca.
Vedevo le sue tette dondolare sotto le spinte delle succhiate, le misi una mano sulla testa per farla andare più a fondo fino a che non la riempii di nuovo di sborra, lei bevve tutto e continuò a succhiarmelo finchè non fu tutto pulito, dopodichè si avvicinò al mio orecchio e disse "Non avrai mica esaurito le energie vero?".
Temevo di non riuscire più a farmelo rizzare e mi preoccupai, ma lei fu talmente brava che con le sue mani esperte me lo prese e iniziò a menarmelo tenendomi le tette in faccia. Dopo alcuni minuti ero di nuovo pronto, lei si rimise sul tavolo ma questa volta girata, mostrandomi il suo bel culo pronto. Le infilai prima un dito insalivato che entrò facilmente, poi il mio cazzo le scivolò dentro nel suo buco non troppo stretto e lei gemette di piacere. Questa volta riuscii a durare di più, la inculai per quasi mezz'ora, lei doveva godere particolarmente nel culo perchè urlava e si contorceva come una vera porca.
Alla fine le riempii anche il culo di sborra anche se non ne avevo più molta, rimasi esausto dentro di lei poi la sentii dire "Allora? Vuoi restare lì per sempre?". Mi affrettai a togliere il cazzo e a rivestirmi, probabilmente l'avevo un pò delusa con le mie prestazioni inesperte, infatti dopo essere uscito dal suo ufficio non mi parlò quasi più e purtroppo non mi volle più per fare sesso.

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