Melania al Bunga Bunga

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  • Pubblicato: 18/09/2011
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ATTENZIONE: Questo racconto è frutto di fantasia, ogni riferimento a fatti, personaggi politici e televisivi della vita reale è da ritenersi del tutto casuale!!!

Quando il cellulare squillò Melania era sdraiata sul letto intenta a infilarsi un enorme dildo nel culo.
"Pronto?" disse mentre continuava a spingere il cazzo di gomma nella cavità anale dopo aver attivato il vivavoce del suo iPhone.
"Pronto?, bunasera, sono, ehm... mmmm Emiliano Fido.."
"Emiliano chi?" A Melania sembrava una voce familiare ma non riusciva ad associarla a nessuna faccia conosciuta.
"Emiliano Fido! Il conduttore del TG10"
Emiliano Fido! Melania stentava a crederci, quel verme di conduttore lecchino la stava chiamando, e sì, ora la riconosceva quella voce. Spinse il dildone ancora più giù e disse "Ahhh sì, Fidoo, ma dove ha avuto il mio numero"
"Ehm... Signorina, deve sapere che io collaboro con Lallo Ciliegia, ho avuto modo di ammirare il suo book, mmmmm, e mi è piaciuto moltissimo, ehm mmmm"
Melania aveva accompagnato un'amica alla studio di Lallo Ciliegia perché aveva appuntamento per fare un book fotografico, l'impresario affascinato dalla sua bellezza convinse anche lei a posare, per la verità non si fidava molto del Ciliegia, le sembrava un pallone gonfiato viscido, ma non aveva niente da perdere e si fece fotografare in pose discinte, tanto era convinta che con i suoi tatuaggi non l'avrebbero mai presa in considerazione per lo show business che del resto detestava.
"Ah così ha visto il mio book? E le è piaciuto davvero"?
"Sì sì, mmmm, ehmm signorina le piacerebbe lavorare in televisione? Guardi che io me ne intendo, lei buca lo schermo... ehm ehm mmmmmm"
Melania si sfilò il dildo dal culo e mentre si titillava il clitoride chiese incuiriosita: "In televisione? E per fare cosa?"
"Mmmmm ehm ehm ehm,questo poi lo vediamo, intanto potrebbe cominciare come temporina, sento che ha anche una buona dizione, le piacerebbe dire le previsioni del tempo? Eh, eh, eh? Mmmmmm"
"Previsioni del tempo?"
"Ma sì solo per iniziare, poi, non ponga limiti, posso farla arrivare anche a Sanremo sa?"
"Sanremo?" Melania era divertita, le semrbava una conversazione surreale.
"Ma sì, sì, questo si vede dopo, intanto ehm ehm, mmmm che ne dice di venire a una cena di lavoro a casa del presidente?"
"Il presidente? chi?"
"Il presidente! Stelvio Panattoni!!!"
"Panattoni??? Il presidente del consiglio??"
"Proprio lui!! Mi creda è un'opportunità che non si ripeterà"
Melania riflettè un po', odiava Panattoni, tuttavia era incuriosita di vederlo da vicino, le sembrava anche un'ottima opportunità per fare un po' di grana visto che stava passando un momento di ristrettezze economiche. Allo show business non pensava affatto, però potava essere una serata interessante.
"Ok, va bene per la cena, quando?"
"Ehmm, lunedì prossimo, vada all'ufficio di Ciliegia alle 20.00, mi raccomando non indossi scarpe con tacco alto per non mettere in imbarazzo il presidente.. ehm ehm ehm mmmm"
Melania non aveva abiti eleganti prediligendo di solito un look punk-emo estremamente succinto, ma grazie ai consigli della sua amante-mentore Rebecca si presentò puntuale all'appuntamento con un delizioso vestitino nero attillato elegante che le lasciava le braccia scoperte e arrivava appena sopra le ginocchia, ai piedi indossava delle ballerne nere. Insieme a lei c'erano altre cinque ragazze, una di esse, la più matura, si presentò come Annapaola Minchietti, vestita in un elegante tailleur grigio, aveva due labbra gonfiate di silicone e disse di essere consigliere regionale, ma Melania già la conosceva di fama. "Ti devo briffare" le disse.
"Mi devi che??"
"Briffare, sì insomma devo dirti cosa accadrà, vedi queste sono cene speciali, ci si diverte, le ragazze sono disinibite e vogliamo tutte far divertire il presidente, che è generosissimo, se gli vai a genio ti copre d'oro"
Le altre ragazze erano tutte straniere, c'era una brasiliana, una colombiana e due romene.
Salirono su due limousine lunghissime, e Melania si stupì nel vedere che c'erano anche due gazzelle dei carabinieri che aprivano e chiudevano il corteo con i lampeggianti accesi.
Melania era seduta nel sedile posteriore in mezzo alla colombiana Consuelo e alla romena Mirela,"Che 'bela' che sei.." disse quest'ultima,"Sei nuova". "Sì è muy bonita" disse Consuelo e le abbassò una spallina, Mirela le mise una mano sui seni e le infilò la lingua nell'orecchio. Poi le due bellissime ragazze straniere le abbassarono il vestito lasciando Melania con il seno scoperto, e attaccarono a succhiarle i capezzoli. "Che 'beli' i tatuaji che c'hai, tutte queste estrelle" disse Cosnuelo. Mirela lesse la scritta semicircolare sopra i seni "Amor che muove il sole e l'altre stelle, che sexy, al presidente ce lo farai addrizzare subito" Ma Melania non pensava affatto al presidente, era eccitatissima per come se la stavano spupazzando le due ragazze straniere.
Il corteo a un certo punto si fermò a un incrocio per caricare altre quattro ragazze, due salirono nell'auto di Melania le altre andarono insieme alla Minchietti e alle altre ragazze.
Melania era ancora con i seni di fuori quando entrarono le altre due che si accomodarono difronte a loro nell'ampio salottino della limousine. Mirela fece le presentazioni, le altre due erano Erika, una bulgara con dei seni enormi ed Eva, una biondina pugliese diciottenne come Melania, le due si erano subito scambiate una sguardo di fuoco; quest'ultima si era accomodata proprio di fronte a Melania, le aveva subito tolto le ballerine e aveva cominciato a massaggiarle i piedi, poi se li portò alla bocca. "Mmm che bei piedini hai..."
Arrivarono finalmente a Villa Cazzuoli, residenza privata del presidente. C'era un ampio giardino all'italiana ben illuminato, gli autisti e i poliziotti rimasero fuori, le ragazze, condotte dalla Minchietti entrarono in casa. L'arredamento era ricco, volgare e pacchiano pensò Melania. Si accomodarono in un salottino dove c'era il chitarrista napoletano Gennaro Scordicella che stava cantando "Chist'è o paese do'sole", si diceva che Scordicella faceva l'ormeggiatore al porto di Napoli, un giorno stava suonando la chitarra e cantando quando arrivò il presidente con il suo yatch, lo fece accomodare dentro l'imbarcazione e di lì cominciò la sua fortuna. Subito dopo arrivò Emiliano Fido che si diresse subito da Melania. "Mmm, ehm ehm, ma dal vivo sei ancora più bella che in foto", le mise subito una mano sulle chiappe, e una sul seno. Melania provò una sensazione di ribrezzo e per reazione automatica si tirò un po' indietro. "Mmm, mi piacciono le sfuggenti, ehm ehm.. ma ora tutti a cena, il presidente ci sta aspettando in sala pranzo."
Nella sala pranzo c'era un enorme tavolata apparecchiata, al centro il presidente che stava discutendo con il ministro Trecolline. "Ma pvesidente" disse Trecolline con la sua erre moscia. "L'aspettano in consiglio dei ministvi, c'è da appvovare la nuova finanziavia, è un momento di cvisi, la Merkel ci bacchetta, dovvebbe pvopio venire." "Ma Trecolline" disse il presidente, "Chissene frega di quella culona tedesca, e chissene frega del consiglio dei ministri, stasera c'ho un sacco di figa a cena, la figa ha sempre la priorità, e rimanga anche lei che c'è figa in abbondanza, mi sembra un po' abbacchiatello questi giorni con tutti sti calcoli" "No, no, gvazie, io tovno al consiglio, pvepaviamo noi la manovva, la saluto pvesidente". Il ministro Trecolline si alzò, passò davanti la gruppo di fighe con la sua cartelletta ed uscì.
"Ma che palle questi ministri! Quasi peggio dei magistrati. Sempre leggi, sempre decreti, ma pensino un po' alla figa!! Ma vediamo un po' chi è la fighetta nuova che mi ha portato il Fido". Il presidente si avvicinò al gruppo di ragazze, tutte cominciarono con un mucchio di smancerie incredibili, tranne Eva; Melania rimase immobile in mezzo, un po' imbarazzata, il presidente tirò fuori il suo proverbiale sorrisone, Melania notò che in faccia aveva un trucco molto pesante per nascondere la rughe, al posto dei capelli aveva quella che sembrava una colata di asfalto: una massa di colore nero che rimaneva perfettamente rigida. Le prese una mano e la baciò, "Ma cusa l'è quella stella rossa tatuata sul collo, sarà mica comunista eh? ehehehehehe" Melania si limitò a sorridere falsamente e non disse niente.
Tutti si diressero verso il tavolo, il presidente volle Melania vicino a sé. La ragazza si aspettava una cena sontuosa, invece mangiò delle penne al sugo e un po' di vitello con patate.
Durante la cena in un maxischermo al plasma venivano visualizzate immagini di noisissimi comizi del presidente, con il pubblico che cantava "Meno male che Stelvio c'è!". Finita la cena, un cameriere in livrea portò un vassoio con sopra una serie di pacchetti. Il presidente cominciò a distribuirli alle ragazze. "Ecco i cadeau bellezze!!" Melania aprì il suo pacchetto, c'era un bel collier d'oro, lo stesso identico per tutte.
Il presidente poi si alzò in piedi "E adesso, Bunga Bunga!!!!" "Siii Bunga Bunga, Bunga Bunga" replicarono le ragazze quasi in coro. Si spostarono tutti in una saletta con grandi divani rossi che assomigliava a una discoteca, in mezzo c'era un palo di acciaio. Melania era incuriosita, notò che mancava la Minchietti, arrivò pochi minuti dopo, indossava solo un tanga nero, una delle ragazze azionò uno stereo e la Minchietti cominciò una sensualissima pole dance al palo di acciaio. Melania era stupita, però le piaceva lo spettacolo.
Mentre la Minchietti continuava a ballare intorno al palo, il presidente si rivolse a Melania ma alzò la voce in modo che tutti potessero sentirlo. "E ora facciamo assaggiare il nostro caffè alla nuova!!" Tirò fuori un termos e lo diede a Melania. "Prendi, assaggia questo caffé!!". Melania prese in mano il termos, era un normalissimo termos cilindrico di plastica rossa. Svitò lentamente il tappo e appena lo tolse un enorme cazzone di plastica uscì dal termos sospinto da una molla. "Ahahahaha che divertimento". Eva si avvicinò all'orecchio di Melania, "ogni volta si diverte allo stesso modo, è quasi patetico, ma ridi, fai finta che ti diverti" "Ahahahah" fece Melania, e poi tutte le ragazze "Ahahahah". "E allora" disse il presidente, "Facci vedere come bevi questo caffé!". Melania si voltò verso Eva con viso interrogativo, "Se te la senti, fai la porca più che puoi con quel cazzone" le suggerì la biondina. Melania si alzò e si mise di fronte al presidente, a tempo di musica si tolse il vestitino nero, si rese conto che si era dimenticata le mutandine sulla limousine e rimase completamente nuda, si mise a pecorina con il culo rivolto verso il presidente, poi prese il cazzone che era sbucato dal termos e se lo infilò nel culo. Emiliano Fido si abbassò subito i pantaloni e si precipitò dietro Melania, quando questa si tolse il dildo dal culo lui era pronto per infilarglielo, ma lei se ne accorse e si alzò subito in piedi, lasciando Fido col cazzo in mano. "Ma ragazze" disse il presidente "Fantastico, un applauso a Melania, e tu Fido levati dai coglioni che non vedo la fighetta". "Ma, ma, presidente ehm ehm, sì sì scusi scusi mmmm mmm" Tutte applaudirono Melania e Fido si avvicinò verso la brasiliana col cazzo dritto per farselo succhiare sapendo che era una delle poche che ci stavano con lui.
Intanto tutte le ragazze si erano denudate, Melania tornò a sedersi vicino Eva, la biondina le mise un braccio intorno alla spalla e una sul seno. "Mi piaci Melania, stasera rimani a dormire qui, ci sono molte stanze, possiamo dormire insieme se vuoi..." Melania trovava bellissima Eva "Rimango volentieri" disse mentre le metteva una mano sulla figa. "Se me la fai assaggiare..." "E' tutta tua" "Mi piaci molto anche te Eva" E le due ragazze si diedero un bacio appassionato in bocca. "Quando andiamo?" "Fra un po', c'è la formalità del sesso col presidente, non sei obbligata, ma se ci vai ti regala la busta, sono bei soldi...". Intano il presidente si era denudato anche lui e si stava facendo fare un pompino dalla Minchietti, Scordicella si stava inculando la romena Mirela mentre Fido era sempre con la brasiliana. Le altre ragazze si stavano tutte dando da fare fra di loro.
"Ok adesso al lettone di Putin!!" disse il presidente. Tutte si alzarono e seguirono il presidente, questi entrò in una stanza, la Minchietti disse a tutte di attendere fuori e entrò anche lei. "Lei è sempre la prima" disse Eva a Melania mentre le teneva la mano. Pochi minuti dopo la Minchietti uscì. "Melania" disse, "Il presidente vuole te" "Vai" le disse Eva, "e stai tranquilla, non te ne accorgerai neanche". Melania entrò nella stanza, il presidente era sdraiato nudo al centro del lettone di Putin col cazzo dritto, "Dai che non ho tempo da perdere, vieni sopra". Melania si mise in ginocchio e si infilò il cazzo del presidente nella figa, non provava alcun piacere ma era eccitata perché si pregustava il dopo con Eva. Dopo neanche trenta secondi il presidente disse: "Ok ok, brava, ora basta, mandami dentro Eva" "Ma presidente... così poco?" "Ragazza, devo trombarmi dieci fighe, una botta per una e accontento tutte, vai vai, aspetta" Aprì un cassetto e tirò fuori una busta. "Prendi e manda dentro Eva presto prima che finisca l'effetto del viagra". Melania si precipiò fuori felice di non aver dovuto avere un rapporto completo con quell'uomo che detestava. "Eva vai te" la biondina diede un bacio in bocca a Melania ed entrò. Melania si appartò e aprì la busta. C'erano cinquemila euro. "Wow" pensò Melania. Eva la raggiunse quasi subito, anche lei con la sua busta in mano, prese per mano Melania e si diresse verso la Minchietti. "Ci fermiamo a dormire qui" le disse. "Ok, vedo che c'è del tenero fra di voi, volete venire su allo stanzone al dopodopocena con tutte noi e le guardie del corpo e gli autisti che si fotte un po' come si deve o volete una stanza per voi?". "Una stanza solo per noi" dissero le due quasi a unisono. "Ok, su al corridoio a destra, la camera Fiordaliso" "so dov'è" disse Eva e tenendo per mano Melania si precipitò insieme a lei nella stanza fiordaliso.
"Finalmente sole" disse Eva "E' da quando sono entrata nelle limousine e ti ho visto che aspettavo questo momento, quei tuoi piedini... siediti qui sul letto". Melania si sedette sul letto ed Eva si sdraiò per terra sulla moquette profumata, Melania le poggiò i piedi sulla faccia. "Mmmmmm rimani un po' così... non ti muovere..." disse Eva, dopo un po' si inginocchiò e prese il piede sinistro di Melania, se lo portò alla bocca e cominciò a succhiarle l'alluce, poi le poassò la lingua in mezzo a tutte le dita dei piedi e infine si infilò tutto il piede in bocca. Poi passò all'altro piede e feco lo stesso, infine prese entrambe i piedi e se li portò alla bocca. "I tuoi piedini mi fanno impazzire, ho la figa bagnatissima", "E allora vieni sul letto che te l'asciugo io..." Melania si sdraiò sul letto, Eva si mise in ginocchio sulla sua faccia e Melania le leccò voluttuosamente la sua splendida figa umida. Melania si mise poi a pecorina, Eva le andò dietro e le afferò le chiappe con le unghie, poi cominciò a leccarle il boco del culo, di lì passò sotto fino alla figa. Le due ragazze poi inforcarono le gambe e una di fronte l'altra si strusciarono le fighe, dopo Eva si sdraiò di nuovo per terra sulla moquette... "Calpestami, calpestami!! con quei piedini d'oro... dai dai..." Melania montò in piedi sul corpo di Eva che era palestrata e sopportava bene. Le mise un piede sulla tartaruga perfetta degli addominali, l'altro glielo strusicva sulla faccia. "Mmmmm mi fai impazzire Melania..." Melania era eccitatissima ma un po' titubante, voleva soddisfare anche il suo feticismo che le aveva fatto scoprire Rebecca, ma sapeva che era una cosa che molti considrevano estrema e aveva dovuto interrompere molte relazioni con uomini o donne che non si volevano affato prestare, e anzi l'avevano mollata lì per lì schifati. Eva le piaceva tantissimo e non voleva rischiare questo, ma d'altro canto, pensava -se non mi dà ciò che io voglio, non ci può essere futuro, così si decise. "Eva, ti piacciono i miei piedi e farti calpestare da me?" "Tantissimo Melania, mi fai impazzie, voglio stare sempre con te..." "Voglio anch'io qualcosa di speciale da te Eva" "Qualunque cosa Melania, qualunque cosa". Fece alzare Eva e le diede un bacio in bocca. "Il tuo feticismo sono i piedi, il mio... il pissing... voglio bere dalla tua figa..." Eva la guardò dritta negli occhi, poi sorrise, la prese per mano e aprì la porta del bagno. Era un bagno enorme completamente rivestito di marmo rosa, c'era una grande jacuzzi e Melania si sdraiò supina nella vasca, Eva le si mise subito in ginocchio con la figa sulla bocca, "Sai, disse, è una cosa che non ho mai fatto, ma mi eccita..." e cominciò a pisciare, quello era il momento che Melania stava aspettando da quando Eva era entrata nella limousine, spalancò la bocca e accolse il fiotto caldo di orina nella sua bocca. Tracannò quello che potè ma molta piscia uscì dalla sua bocca colandole per le guance e il mento."Mi eccita questa cosa, voglio provare anche io..." disse Eva e si sdraiò con la bocca spalancata. Melania era felicissima di poter condividere quella pratica con Eva. La biondina bevve tutto, le due ragazze poi si rigirarono nell'ampia vasca e inumidirono i loro corpi con l'orina di entrambe, si baciarono e si leccarono. Poi aprirono l'acqua e si fecero un rilassante bagno indromassaggio continuando a baciarsi e a strusciarsi le fighe.
Il mattino dopo vennero accompagnate di nuovo in centro con la limousine scortata, si scambiarono i numeri di cellulare e si salutarono con un lungo bacio in bocca.

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