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Letizia al lavoro

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  • Pubblicato: 06/02/2010
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Lo so e lo ammetto. Sono porca. Bella e porca. Mi piace farmi guardare, adoro quando so di avere qualche sguardo maschile sulle mie curve che nulla hanno da invidiare a quelle delle miss che si vedono in televisione. Mi piace mettermi a giocare e a farmi desiderare e poi concedermi e farmi possedere.
Sono ancora giovane, fisico snello e asciutto, bel seno gonfio e alto, bei fianchi, vita sottile, bellissime gambe lunghe e un bel culetto sodo. Lunghi capelli castani, occhi chiari e belle labbra carnose.

Una delle mie fantasie è sempre stata quella di fare sesso in ufficio, forse sarà banale ma non mi era ancora capitato.
In un ufficio io ci lavoro ma ahimè ho tutte colleghe donne e l'unica cosa che posso fare e attirare i loro sguardi invidiosi sul mio bellissimo corpo.

Tutto ciò fino a che non arrivò lui. Eh sì, finalmente la capoufficio venne sostituita, e da chi? Da un ragazzo poco più piccolo di me, alto, moro con un bel fisico atletico.
Quando ci presentammo notai che a differenza degli altri uomini non fissò subito il mio seno vistoso, nè guardò altre parti del mio corpo. Un pò indispettita presi la faccenda come un fatto personale, dovevo farmi desiderare.

Ogni volta che capitava di incrociarci nei corridoi, il mio corpo accentuava i movimenti rendendomi sinuosa ed irresistibile. Alla macchina del caffè mi piegavo quasi a novanta gradi per fargli ammirare il mio culetto sodo ed invitante...E fu proprio in una di queste occasioni che girandomi col bicchierino del caffè in mano, colsi i suoi occhi sul mio corpo.
Appena mi voltai subito lui si affrettò ad alzare lo sguardo, non sapendo che avevo notato la sua vistosa erezione impossibile da nascondere dentro dei pantaloni così sottili e che ciò mi stava eccitando.

Decisi che quello era il momento buono, dovevo andare fino in fondo. Sospirando mi passai una mano tra i capelli, poi la passai sopra i miei seni soffermando per un attimo un dito sopra un capezzolo. Ovviamente i suoi occhi caddero proprio lì. Sorrise e io feci altrettanto.
"Sei impegnato in ufficio adesso?" chiesi con voce sexy.
"No" rispose lui. Stesse qualche istante senza dire nulla, poi aggiunse "Vuoi venire nel mio ufficio?" e io annuii. Poi senza dire altro si voltò e io lo seguii.
Ero già eccitata al pensiero di una bella scopata sulla scrivania e la mia passerina era già un pò umidiccia.
Quel giorno indossavo una gonna leggera fino al ginocchio e un maglioncino stretto e un pò scollato.

Aprì la porta del suo ufficio, mi fece entrare e chiuse a chiave, poi si diresse verso la finestra e tirò le tende. Non gli diedi nemmeno il tempo di voltarsi, che subito avevo appiccicato le mie tette alla sua schiena e con le mani, stavo andando ad esplorare il contenuto dei suoi pantaloni quando mi bloccò i polsi di scatto e disse "Aspetta". Si voltò e mi prese in braccio, mi portò alla scrivania e mi fece sedere sopra. Mi tirò su la gonna palpandomi con forza le cosce sode e non appena vide che indossavo un paio di autoreggenti mi guardò e serio disse "Che porca". Mi passai la lingua sulle labbra e con un sorrisetto malizioso annuii.

Mi prese le gambe e me le allargò, si inginocchiò e fece scivolare le dita sotto le mie mutandine bagnate e cominciò a massaggiarmi la fighetta che tengo sempre accuratamente rasata.
Muoveva le dita sul clitoride stuzzicandolo e facendomelo gonfiare e indurire e col viso si era appoggiato sulla mia coscia iniziando a leccarmi e avvicinandosi sempre di più alla figa, ma prima voleva continuare a masturbarmi e a farmi bagnare ancora di più.
Sentivo la sua mano che mi toccava e la sua lingua che mi leccava, era stupendo, per essere giovane ci sapeva fare, sapeva bene come farmi eccitare maggiormente.
Dal clitoride ormai bello duro, spostò le dita sulle piccole labbra, le fece scivolare un pò su e giù e poi con decisione ne infilò dentro due facendomi gemere dalla sorpresa e dal piacere. Poi iniziò a spingermele dentro e fuori bagnandosele tutte e facendomi ansimare. Con l'altra mano si infilò sotto il maglione e mi afferrò un seno stringendolo e massaggiandolo, per facilitargli il tutto mi tolsi maglione e reggiseno e avvicinai il suo viso al mio capezzolo per farglielo succhiare, cosa che accettò di fare molto volentieri.

Con la sua mano che mi masturbava e il mio capezzolo tra i suoi denti, lì a gambe larghe sulla scrivania, avevo raggiunto un'eccitazione non indifferente e temendo di venire troppo presto, tolsi le sue dita dalla mia figa e da brava porca me le misi in bocca per succhiarle. Se c'è una cosa che mi fa godere di brutto è assaggiare il mio stesso succo...
Decisi di darmi da fare di bocca, così mi inginocchiai per terra e avidamente tirai fuori dai suoi pantaloni un cazzo durissimo e teso, bello gonfio come piace a me. Prima lo presi in mano, lo accarezzai, era proprio bello e voglioso della mia lingua. Cominciai a leccarlo dalle palle usando solo la punta della lingua; dopo aver inumidito per bene i testicoli passai alla base e usando un pò più di lingua iniziai a leccarlo lungo l'asta dura coprendo a ogni leccata sempre più cazzo e insalivandoglielo per bene.
Arrivata sulla cappella aprii bene la bocca e me lo feci entrare tutto dentro in una volta sola. Lui ansimando prese a muoversi avanti e indietro; ad ogni spinta sentivo il suo cazzo duro e saporito che mi sbatteva in gola con forza. Godevo tantissimo, il suo cazzo era fantastico, durissimo e mi riempiva la bocca completamente.

Dopo averlo fatto godere con la mia bocca, arrivò il momento di farlo godere con la mia figa, così mi alzai e mi rimisi a gambe aperte sulla scrivania per farmelo infilare tutto dentro. Ma lui invece di scoparmi subito, mi prese per i fianchi e mi spostò sul bordo, si abbassò e mi tolse le mutandine. Avvicinò la faccia sulla mia figa vogliosa e la leccò dal basso verso l'alto, poi prese il clitoride in bocca e lo succhiò forte facendomi impazzire dal piacere.
Ritornò con la lingua verso il basso e leccò per bene le labbra, muovendo la lingua su e giù sempre più velocemente, poi la affondò dentro continuando a muoverla. Non riuscivo a trattenere i gemiti, godevo come una porca, sentivo la sua lingua calda che mi esplorava tutta la figa. Poi la tolse e con la punta mi diede dei colpetti sul clitoride.

Non resistevo più, dovevo averlo dentro. "Scopami" gli dissi.
Lui si alzò e obbedì. Appoggiò la cappella sulla mia figa grondante di umori e saliva e mi spinse tutto il cazzo dentro fino alla base e da subito iniziò a scoparmi con foga, avanti e indietro, sempre più forte.
Quel cazzo era stupendo, riuscivo quasi a sentirne le venature con la passera. Sentivo le palle ondeggiare, mentre lui con le mani si era afferrato alle mie tette e le stringeva, io muovevo il bacino verso il suo per aumentare l'intensità delle spinte. Lo volevo tutto dentro, volevo farmi scopare di brutto per ore.

Ma lui aveva altri progetti e dopo avermi scopata in quella posizione, tolse il cazzo ancora durissimo e mi disse "Girati, voglio farti il culo".
A queste parole, altri umori colarono dalla mia figa, non potevo chiedere di meglio per la mia fantasia appena realizzata.
Mi affrettai a voltarmi per offrirgli il mio buchetto rosa, lui si avvicinò e si curò di prepararmelo a colpi di lingua.
Quando decise che il mio culo era abbastanza bagnato e pronto per essere sfondato, appoggiò quel bel cazzone duro sul mio buchetto e iniziò a spingerlo. Fece entrare solo la cappella per farmi abituare, quando vide che non avevo problemi infilò tutto il resto facendomi godere da matti e gemere.
Sentivo quel cazzo così gonfio che mi riempiva tutto il culo e ad ogni spinta credevo di stare per venire, tanto era il piacere che provavo ad essere inculata.
I suoi gemiti erano aumentati, evidentemente il culo gli piaceva molto, io intanto mi ero infilata due dita nella figa e mi masturbavo, adoro essere tutta piena. Le mie tette sobbalzavano, mentre il suo cazzo continuava a sfondarmi il culo con spinte sempre più forti e veloci.

Ormai ero al limite, sentivo che stavo per venire. Scopata nel culo, su una scrivania era un'estasi per me. Non riuscii a trattenermi, cacciai un urlo da film porno e riversai liquido dalla fighetta succosa. Lui si tirò fuori e mi prese, ancora tremante, per mettermi di nuovo in ginocchio e offrirmi il suo cazzo da gustare.
Lo presi senza farlo aspettare troppo e lo ripulii per bene dai miei umori, poi da brava succhiatrice me lo presi tutto in bocca fino a sentire le sue palle sul mento.
Presto lo sentii ingrossarsi e pulsare e un fiotto caldo di sperma mi colpì la gola, cercai golosamente di ingoiarlo tutto ma un pò mi colò dagli angoli della bocca.

Dopo questa meravigliosa scopata ci rivestimmo e io tornai al mio ufficio.
Ma ve l'ho detto che mi piace giocare, no? Lui rimase a lavorare lì per diversi altri mesi e ogni giorno ripetemmo la cosa all'ora di pranzo, quando tutti erano in mensa e nei corridoi non rimaneva nessuno...

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