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Liberi per volare

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  • Pubblicato: 03/03/2010
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Quel falco che volteggiava là davanti allo steccato, dove il cielo si incontrava con il digradare della collina sulla cui sommità era parcheggiata la macchina, disegnava dei disegni singolari, quasi come se stesse comunicando in codice con qualche suo simile sperduto chissà come, chissà dove..

Volteggiava davanti a quella, percorrendo traiettorie in apparenza casuali, ma la cui ripetitività denotava invece uno scopo, che sfociava infine nel fermarsi controvento ad ogni giro in un punto, riuscendo a trovare l'equilibrio per rimanere immobile sospeso dal vento, su un singolo luogo, puntando evidentemente la cena di quella sera per i suoi piccoli.

Erano arrivati lì per caso, luogo sconosciuto tre metri sopra il solito posto dove s'incontravano di solito per stare insieme, bersi un caffè e guardare il paesaggio. Quel sabato era una splendida giornata, e il solito posto era occupato da un'altra coppia evidentemente attratta dalle stesse suggestioni.

Cercando lì intorno un luogo per stare in pace, arrivarono di fronte l'ingresso di una strana villa nel bosco, una dimora singolare e malmessa, dove di fronte all'ingresso sulla destra c'era un altro cancello e seguire uno steccato sull'immensità.

Parcheggiarono lì, aprendo i finestrini, sperando finalmente di aver trovato un posto tranquillo per stare insieme. Il pomeriggio mandava una piacevole brezza che entrava dentro la macchina e accarezzava i capelli di Lei, che languidamente era appoggiata sulla spalla di Lui guardando quel falco e i suoi giri.

"Sai", disse Lei, "Mi piacerebbe fermare questo momento all'infinito, questo sole, questa brezza che mi accarezza, quel falco, i tuoi occhi che mi guardano con quel sorriso, e portarli dentro di me così come sono adesso, per sempre". Lui la guardava mentre parlava, accarezzandole leggermente un braccio e pensando a quella donna che aveva conosciuto poco tempo prima e che era entrata nella sua vita con l'improvvisa violenza delle cose inevitabili.

Chi era dunque ella, si domandava Lui, mentre godeva dell'espressione rilassata di Lei, godendo del calore della sua coscia, e della sua presenza nella propria vita? Una donna che aveva conosciuto alti e bassi, grandi momenti di esaltazione ma anche bui momenti di disperazione, una donna con cui recentemente la vita non era stata molto generosa, ma per la quale aveva riservato delle sorprese alla fine di quel tunnel che è l'indifferenza al dolore che l'umanità sembra non riuscire a scrollarsi di dosso.

Se lo domandava mentre, calando le prime ombre della sera lui passò impercettibilmente dallo sfiorarle le guance con una mano, al baciarle dolcemente le labbra, e poi quella pelle del viso e del collo che improvvisamente comincò a reagire allo stimolo, avidamente offrendosi per prenderne il calore e il tocco...

Quel tocco magico, pensava Lei, mentre ne godeva ancora una volta attonita gli effetti mai provati prima, quelli di una carezza che ti sconvolge dentro. E ripensando all'incredibile sequenza di fatti e accadimenti che aveva fatto incrociare la sua vita con quella di quell'uomo così completamente diverso da tutto quello che ella aveva conosciuto fino a quel momento nella sua vita... Quel tocco che la inebriava, che le faceva, forse per la prima volta, sentire appieno, il più intimo significato delle parole "essere desiderata", e che le strappava fuori l'essenza più vera della propria femminilità, così, semplicemente.

Il Sole che tramonta....Quella luce che va scurendosi, l'odore della pelle che cambia impercettibilmente assumendo quello del sesso, un desiderio di toccarsi e di sfiorarsi che presto montò cogliendoli quasi inconsapevoli del fatto che si erano già tolti gli indumenti.... il sedile della macchina già abbassato...

Lui si pose sopra di Lei col peso del suo corpo, strappando un mugolio di piacere in Lei, che sempre di più sentiva la sua vicinanza e il suo calore con eccitazione, con desiderio, il desiderio di un corpo che racchiudeva l'essenza preziosa di un anima che le aveva rubato la sua con un sorriso...

Quando si incontrano due anime che hanno sofferto e hanno amato, due anime che nella disperazione di dolori mai sopiti e mai allontanati scorgono l'uno nell'altra una luce che rischiara la loro notte, che riaccende i loro colori, che li solleva delle cure dell'essenza stessa della vita, quei due poveri corpi all'improvviso si ritrovano ad essere gloriosa manifestazione di un qualcosa che trascende il sesso, che trascende il desiderio, diventano uno, un desiderio, una passione, un toccarsi, uno stringersi, un desiderarsi, veicolo di immense energie che scorrono, scorrono negli sguardi, nelle mani, nei sessi che si fondono insieme, dolcemente, fortemente.

La poesia di quel pomeriggio passato dentro un piccolo universo composto da quei due esseri umani dentro una macchina, rimarrà chiuso dentro i loro cuori per sempre, come i sospiri, il sudore il calore che le pareti di quella macchina conserveranno nelle sue lamiere... Ma il valore di quel momento insieme, in cui Lei e Lui si sono ritrovati, riconoscendosi, ancora una volta, invece, vola.

Vola libero lassù, insieme a quel falco che nella luce del tramonto se ne và verso l'infinito.

Racconto offerto da Shanty Forum

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