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Quattro piedi stupendi

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  • Pubblicato: 06/02/2010
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Sabato sera ero a casa di amici per una festa, durante la serata tra le decine di persone che c'erano, avevo notato un paio di ragazze che non conoscevo, due amiche.
Queste bellissime giovani donne avevano entrambe dei piedi stupendi, una di loro indossava delle normali scarpe con tacco bianche, ma con la punta aperta, attraverso la quale si intravedevano delle bellissime dita perfette, adornate con uno smalto rosso scuro, le sue caviglie erano sottili ed eleganti.
Anche l'altra ragazza aveva scarpe bianche, ma queste erano sandali formati da tanti laccetti che si incrociavano alla base delle dita e sulla caviglia e con un tacco alto che si restringeva al centro per poi riallargarsi alla base.
Questi piedini erano ancora più belli di quelli dell'altra ragazza, anche se purtroppo gli altri non ho potuto apprezzarli appieno dato che erano più coperti. Comunque i piedini nei sandali mi avevano subito arrapato, erano bellissimi, delicati, senza imperfezioni, la ragazza doveva averne una gran cura. Le unghie erano perfette, tinte di un bellissimo rosa.

Durante la cena mi sedetti di fronte a loro, in modo che con una qualche scusa, abbassandomi sarei riuscito a guardare i loro piedi.
Verso metà della cena finsi di dover telefonare, col telefono appoggiato all'orecchio mi abbassai fingendo di voler sfuggire al rumore della sala.
Mi voltai per ammirare le meraviglie che sapevo avere davanti e notai una cosa bellissima, la ragazza con le scarpe basse si era sfilata queste ultime permettendomi di ammirare al meglio i suoi piedini. E guardandoli meglio notai che non avevano nulla da invidiare a quelli dell' amica, poi il fatto che fossero velati dalle calze mi piacque ancora di più.
Sentivo il pene crescere a quella vista, avrei voluto strisciare sotto il tavolo per andare ad accarezzare i piedi di quella ragazza e farmi massaggiare il pisello con quelli.
Per non dare troppo nell' occhio finii la finta telefonata, ero eccitato, desideravo quei piedi bellissimi.

Durante il resto della serata però non ebbi occasione di conoscere di persona quelle ragazze, purtroppo sono molto timido, ma c'era un' altra sorpresa in serbo per me.

Nel parcheggio di fronte alla casa in cui si era svolta la festa riconobbi le voci delle due ragazze che stavano salendo in macchina, mi voltai e le vidi ad un paio di automobili dalla mia.
Alla guida si mise la ragazza con i sandali che però non riuscì a far partire la macchina, fece qualche tentativo ma niente, l' auto non partiva.
Mi feci coraggio e mi avvicinai "Avete bisogno di aiuto?" chiesi nonostante la mia timidezza.
La ragazza coi sandali si sporse dal finestrino e mi sorrise "No, grazie, ora dovrebbe partire".
Ma l' auto la pensava diversamente. Nel frattempo le due macchine tra le nostre se n'erano andate.
"E che cavolo!" disse la ragazza dei sandali uscendo nervosamente dalla macchina.
"Fai provare me, dai, magari hai bevuto troppo e non riesci a mettere in moto" disse l' amica.
"Non sono ubriaca" rispose lei.
L'amica si mise al posto di guida lasciando lo sportello aperto e cercò di mettere in moto, girò la chiave, premette sull'acceleratore, ma niente...
Fece qualche altro tentativo, il suo piede si muoveva sul pedale a intervalli, dapprima muoveva tutta la gamba, facendo premere il piede con decisione, poi mosse solo dalla caviglia in giù.
Io ero straeccitato, stavo sudando, vedevo quel piede muoversi così ed immaginavo di avere il mio pisello sotto di esso che veniva calpestato.
"Niente, non vuole partire" disse la ragazza alzandosi dal sedile.
"Dai, riprovo io, magari si è solo raffreddato il motore" disse la ragazza dei sandali.
Si rimise al posto di guida, sempre con lo sportello aperto per fortuna e riprovò a mettere in moto.
Il motore faceva dei borbottii strani e non dava segno di voler partire, la ragazza iniziò a premere sul pedale, prima con delle spinte lunghe, premeva il pedale a fondo lentamente e poi lo ritirava su, ripremeva lentamente fino in fondo e lo ritirava di nuovo su.
Ero troppo arrapato, mi sarei gettato su quel piedino, avrei voluto dirle di venire a premere sul mio pisello invece che sul pedale, di venire a schiacciarmelo con tutti i sandali.
La macchina iniziò a dare segni di vita, la ragazza continuò a premere sul pedale, ma più velocemente di prima e dopo altri tentativi, la macchina si mise in moto.
La ragazza chiuse lo sportello, l' amica salì in macchina e partirono, io rimasi lì come inebetito, con un' erezione pazzesca ancora con l' immagine di quei piedi meravigliosi impressa nella mente.
Sono corso a casa a masturbarmi intensamente rivedendo ogni immagine che mi era stata regalata quella sera.

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